ImageIn Consiglio dei ministri la "bozza provvisoria" del disegno di legge sulle liberalizzazioni. Multa fino a 1.400 euro per i veicoli truccati. Piu' pubblicita' sui prezzi della benzina. Sara' piu' rapida la cancellazione di ipoteca ImageUn provvedimento di legge lungo 47 articoli più uno "da inserire". E' questa la "bozza provvisoria" del disegno di legge sulle liberalizzazioni, in  queste ore all' attenzione del Consiglio dei ministri. Il testo, di cui l'Ansa ha preso visione, che si occupa di "misure per il cittadino consumatore, per imprese e mestieri più liberi, per l' impresa più facile e per settori di rilevanza nazionale", vede al primo articolo la questione delle ricariche telefoniche e prevede "il divieto da parte degli operatori della telefonia mobile dell' applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto". La copertina del provvedimento presenta la doppia veste tecnica di decreto e disegno di legge, probabilmente in quanto una parte delle misure confluirà in un intervento d'urgenza.

MULTA FINO 1400 EURO VEICOLI TRUCCATI
Una multa che potrà partire da un minimo di 375 euro fino ad un massimo di 1.433 euro. E' quanto prevede uno degli articoli della bozza per chi "trucca" l'auto, la moto o il motorino. Alla sanzione pecuniaria sarà accompagnato anche il ritiro del libretto di circolazione. "Chiunque circola con un veicolo al quale siano state apportare modifiche alle caratteristiche indicate nel certificato di omologazione e nella carta di circolazione,oppure con il telaio modificato, senza che tali modifiche siano realizzate nel rispetto" delle norme previste, "é soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 357,00 a euro 1.433,00".

STOP SPOT TARIFFE AEREI SENZA TASSE
Stop alla pubblicità delle tariffe aree che non contengono anche in maniera esplicita l'indicazione di spese, tasse e oneri aggiuntivi. E' quanto prevede la 'bozza'. "Sono vietate le offerte e i messaggi pubblicitari - si legge nel testo - di voli aerei recanti l'indicazione del prezzo al netto di spese, tasse e altri oneri aggiuntivi". Vietati anche i messaggi se "riferiti a un numero limitato di titoli di viaggio o a periodi di tempo delimitati o a modalità di  prenotazione non chiaramente indicati nell'offerta". Questi messaggi saranno in futuro sanzionati quali pubblicità ingannevole".

ABOLITA SCADENZA PREPAGATE TELEFONINI
Abolizione dei costi di ricarica ma anche della 'scadenza' del traffico telefonico delle carte prepagate. La bozza sulle liberalizzazioni fa piazza pulita dei costi aggiuntivi relativi alle carte prepagate per i telefoni cellulari. Oltre alla prevista abolizione dei costi fissi di ricarica, "anche via Bancomat o in forma telematica", la bozza prevede il divieto della "previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico acquistato". In sostanza, il traffico telefonico non "scade", anche se non viene utilizzato entro il limite di tempo previsto finora dagli operatori, in genere 12 mesi. La bozza prevede anche che il costo del traffico telefonico offerto dai differenti operatori sia "comparabile per consentire ai consumatori un adeguato confronto": sarà l'Autorità per le Comunicazioni a stabilire le modalità attuative e ad applicare le relative sanzioni.

ARRIVA AUTOCERTIFICAZIONE IMPRESE
Alcuni certificati da ora in poi potranno essere sostituiti da un'autocertificazione. Lo prevede la "bozza" del provvedimento di legge sulle liberalizzazioni che arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri. Sarà un "decreto del Presidente del Consiglio dei ministri" ad individuare i certificati che potranno essere sostituti con un'autocertificazione. "Ai fini dell'ottenimento di titoli autorizzatori o concessori - si legge nel testo - da parte della pubblica amministrazione o concessionari di servizi pubblici e ai fini della partecipazione a procedure di evidenza pubblica, l'impresa  interessata può allegare, in luogo delle richieste certificazioni, un'autocertificazione corredata dall'autorizzazione ad effettuare la necessaria acquisizioni di dati presso la pubblica amministrazione, ferma restando l'esclusione dalle procedure di ottenimento di titoli autorizzatori o concessori o di evidenza pubblica e la responsabilità per falso in atto pubblico in caso di dichiarazione mendace".

ISTITUTI TECNICI TORNANO TRA SCUOLE SUPERIORI
Gli istituti tecnici torneranno ad essere una scuola secondaria con pari dignità rispetto ai licei. E' quanto si evince dalla "bozza" del provvedimento  sulle liberalizzazioni che verrà esaminato dal Consiglio dei ministri. Il secondo ciclo "é costituito dal sistema dei licei, dall'area tecnico-professionale e dal sistema dell'istruzione e della formazione professionale. Sono reintrodotti, come appartenenti all'area tecncio-professionale, gli istituti tecnici e gli istituti professionali finalizzati al conseguimento di un diploma di istruzione secondaria superiore".  Il provvedimento prevede anche l'istituzione di almeno un polo tecnico-professionale, almeno uno per provincia, che comprenda istituto tecnico, istituto professionale, percorso triennale e alta qualificazione tecnico-professionale.   I benefici fiscali previsti per le donazioni alle fondazioni  "si applicano anche a quelle in favore delle istituzioni scolastiche - si legge ancora nel testo - finalizzate all'innovazione tecnologica, all'edilizia scolastica e all'ampliamento dell'offerta formativa".

PIU' PUBBLICITA' PER I PREZZI DELLA BENZINA
In tema di benzina la parola d'ordine delle misure sulle liberalizzazioni che oggi approderanno al Cdm, è "pubblicità" e informazione degli automobilisti. All'articolo 3 della bozza che dovrebbe entrare in Consiglio è prevista una norma su "Informazione sui prezzi dei carburanti e sul traffico lungo la rete autostradale e stradale". Nel testo si prevedono dispositivi incrociati: le società che gestiscono le infrastrutture stradali dovranno predisporre "dispositivi di informazione e fare convenzioni con le reti radiofoniche per informare gli utenti sui prezzi di vendita, anche in forma comparata, praticati" dai distributori delle strade e autostrade. I benzinai, dall'altro lato, dovranno invece usare "gli stessi metodi per avvertire, in tempo reale" i propri clienti delle "'condizioni di grave limitazione del traffico''.
Tra le misure previste, invece, per quanto riguarda la rete di distribuzione carburante l'argomento è trattato nella parte (il titolo II) del provvedimento relativo alle "restrizioni alla concorrenza". In particolare si prevede - anche se mai esplicitamente citati - una serie di interventi apri-pista anche alla Grande distribuzione, alla vendita cioé in supermercati ed ipermercati. Il provvedimento stabilisce infatti che non possano essere poste "limitazioni alla possibilità di abbinare nello stesso locale o nella stessa area di vendita di prodotti e servizi complementari e accessori rispetto a quella originale o principale". E tale "principio - è esplicitamente riportato - si applica anche alla distribuzione carburanti". Come dire i benzinai possono vendere anche prodotti diversi dai carburanti (il cosiddetto non-oil) e gli altri esercizi, supermercati e ipermercati compresi, possono vendere carburanti. Altro punto chiave della norma è quello che prevede l'eliminazione delle attuali distanze minime tra un distributore ed un altro,  eliminando anche il criterio delle "restrizioni numeriche", il meccanismo cioé che prevede oggi un numero di impianti di distribuzione in funzione del bacino di utenza in cui incide l'impianto.

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