ImageRicerca shock nei laboratori dei Ris di Roma, che hanno analizzato 100 banconote da 20 euro e hanno trovato tracce di cocaina su 97 biglietti.

ImageDopo l'allarme cocaina lanciato dal ministro dell'Interno Amato nei giorni scorsi, da Roma arrivano nuovi dati che testimoniano il boom del consumo della polvere bianca in Italia. Stando a un'analisi del Ris di Roma, che ha analizzato cento tagli da venti euro, più di nove banconote su dieci recano tracce di cocaina. Per gli esperti, i biglietti spesso vengono utilizzati per sniffare la droga.

Passando al setaccio la filigrana delle banconote, nel dettaglio i Ris di Roma hanno rinvenuto tracce millesimali di cocaina su 97 esemplari analizzati. Su otto, in particolare, la quantità registrata era più consistente (poco meno di un grammo complessivamente) e soltanto tre biglietti sono risultati "pulite".

Il campione di riferimento non è certamente sufficiente per fare una valutazione a livello nazionale, ma dà comunque un'idea del fenomeno. "La partita di banconote che abbiamo analizzato è troppo esigua perché il dato possa assumere valore scientifico ma, poiché conferma i valori europei, dimostra in modo efficace l'estrema diffusione raggiunta da questa sostanza stupefacente", ha spiegato il colonello Luigi Ripani.

Del resto, è sufficiente fare una piccola ricerca online per scoprire che, da un'analoga indagine inglese, su due miliardi di banconote in circolazione, il 99,9% reca tracce di polvere bianca. Dati simili si registrano anche in Spagna, dove il 94% dei tagli da venti euro è risultato positivo ai test, ma le statistiche vanno comunque interpretate per comprendere meglio la diffusione del consumo.

Image"Non vuol dire che tutte le banconote esaminate sono venute in contatto diretto con la droga, potrebbero essere state contaminate passando di mano in mano o per contatto cona ltre banconote", ha spiegato il tenente colonnello Giuseppe Peluso. Nella ricerca dei Ris di Roma, il lavoro degli esperti si è così concentrato sui tagli con maggiore quantità di stupefacente (otto banconote su cento). "Potrebbero essere state usate per sniffare, non ne abbiamo la certezza, ma non lo possiamo escludere", ha concluso Peluso.

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