ImageFra poche settimane torneranno a pungere. Presenti in tutta Italia, tranne che in Val d'Aosta ImageROMA - L'inverno anomalo non disturberà particolarmente le zanzare tigre, che anzi fra poche settimane torneranno a pungere. Questa specie si è ormai infatti stabilmente insediata nel nostro paese e si è adattata benissimo al nostro clima. Ne è convinto Roberto Romi, ricercatore dell'Istituto Superiore di Sanità. "Forse un effetto ci sarà, ma sarà molto piccolo - spiega Romi - da 3 anni ormai non c'é più neanche l'interruzione invernale del ciclo di vita delle zanzare. Mentre prima d'inverno le uova non si schiudevano, ormai una piccola parte di insetti nasce e punge anche con temperature basse".

"Questo è un sintomo di quanto bene si sono adattate al nostro territorio - continua l'esperto - negli Usa, dove sono presenti da molto più tempo, si sono registrate nascite di zanzare tigre in inverno anche nel Michigan, dove d'inverno la temperatura va venti gradi sotto zero". In Italia la 'Aedes albopictus' è arrivata nel 1990, probabilmente a bordo delle navi che trasportavano copertoni usati dagli Usa. Diffusasi inizialmente in 9 regioni soprattutto nel Centro, è ormai stabile in tutto il territorio nazionale tranne che in Val D'Aosta. "Ormai è finita anche la fase invasiva degli insetti - spiega ancora Romi - la densità delle popolazioni è abbastanza stabile, perché è solo nella fase iniziale che le zanzare hanno bisogno di essere in grande numero per poter colonizzare i territori. Direi che è un fenomeno con cui bisogna convivere, cercando più che altro di limitarlo il più possibile con la prevenzione".

La prevenzione consiste prevalentemente nell'eliminazione di tutte le possibili fonti di proliferazione delle larve: in casa devono essere eliminati o puliti tutti i contenitori di acqua stagnante, mentre su larga scala la disinfestazione è gestita direttamente dai Comuni, che devono monitorare e intervenire sui possibili focolai, come tombini o aree verdi. "Le campagne di disinfestazione dovrebbero essere già in atto - sottolinea Romi - perché si avvicina il momento della schiusa della prima generazione di uova. E' importante tenere sotto controllo il fenomeno, anche per le sue implicazioni sanitarie. La zanzara tigre infatti nei paesi di cui è originaria è il vettore degli 'arbovirus', tra cui il più famoso è quello che causa la febbre Dengue. Se una zanzara tigre italiana dovesse pungere una persona infettata da questi virus, magari perché è appena tornata da quelle zone, potrebbe poi diffonderli, e ci troveremmo con 20-30mila casi all'improvviso senza essere preparati".

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