ImageNonostante i benzinai abbiano ridimensionato la portata della protesta, lo sciopero che inizierà stasera rimane sproporzionato a fronte della decisione del governo.

ImageRoma, 5 giugno. - (Adnkronos) - Da stasera stop di 48 ore dei benzinai. I gestori rimarranno chiusi dalle 19.30 fino alla stessa ora del 7 giugno mentre in autostrada il 'black out' scattera' dalle 22 di oggi fino alle 22 del 7. A confermare la protesta sono le organizzazioni di categoria Faib-Aisa, Fegica e Figisc-Anisa, che annunciano, inoltre, la presenza di un nutrito presidio di fronte alla Camera, in Piazza Montecitorio, nella tarda mattinata di mercoledi' 6 giugno, per incontrare ed informare parlamentari e semplici cittadini.

Il Governo, si legge nella nota, ''mostra i suoi muscoli e individua con sconcertante fermezza il suo obiettivo: i lavoratori e, in questo caso, i benzinai! Piu' di un centinaio di migliaia di persone che, a diverso titolo, lavorano ogni giorno sulla strada per garantire un servizio essenziale e capillare in tutto il Paese, spesso in condizioni difficilissime e precarie anche in termini di sicurezza personale, sono state messe nel centro del bersaglio da norme che il Parlamento e' chiamato solo a ratificare, per potere millantare manovre liberalizzatrici inesistenti e fantasiosi effetti benefici sul prezzo della benzina''.

ImageIn realta', evidenziano i gestori, ''il prezzo dei carburanti continua ad aumentare mentre la grande distribuzione organizzata viene invitata a dividere il 'bottino' con le compagnie petrolifere, alle quali vengono dati in pasto proprio i gestori che sono l'unico elemento della filiera a cercare di difendere un minimo di autonomia. Un vero affare per la collettivita' in genere e per i consumatori! Un affare anche per il Governo che grazie ai soli aumenti registrati negli ultimi quattro mesi, prevede di incassare su base annua 650 milioni di euro dal maggior gettito dell'Iva''. E cosi', evidenziano, ''mentre si fa', a bella posta, un po' di chiasso sulle diverse velocita' di adeguamento dei prezzi e su inutili e indimostrabili 'accordi di cartello', Governo, Gdo e petrolieri immaginano una nuova rete, fatta di impianti automatizzati, gestiti direttamente dalle aziende, nella quale servizio, qualita' e capillarita' siano azzerati, realizzando un controllo monopolistico perfetto''.

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