Image“A Tindari il parcheggio lo paga pure il Papa”. Così, con grande arroganza, è stato detto all'arcivescovo di Palermo dai parcheggiatori di Tindari.

mons. Paolo Romeo“A Tindari il parcheggio lo paga pure il Papa”.

Così avantieri è stato detto dagli ausiliari del traffico, dipendenti di una ditta privata, che gestiscono i parcheggi a pagamento a mons. Paolo Romeo (nella foto), già Nunzio Apostolico d’Italia e primate della chiesa siciliana.

Parole pesanti e irriverenti che danneggiano irrimediabilmente il buon nome della città di Patti. Chi si reca a Tindari, infatti, sui giubbini dei parcheggiatori trova scritto “comune di Patti”, e quindi ci si aspetterebbe da questi ultimi un poco più di cortesia.

Nel pomeriggio di martedì mons. Romeo si è recato in visita al santuario della Madonna del Tindari accompagnato da alcuni sacerdoti.

Giunti a Tindari gli uomini della scorta facevano presente ai parcheggiatori che sul pullman insieme ai sacerdoti si trovava l’illustre prelato, e che era loro intenzione di recarsi al santuario.

Secca e sgarbata la risposta: “a Tindari, hanno risposto al presule i parcheggiatori, paga pure il Papa”. Alle richieste di spiegazioni degli agenti del Ministero degli Interni a scorta dell’Arcivescovo, gli ausiliari sono stati irremovibili: per salire bisogna pagare il parcheggio a pagamento.

La notizia di quanto era accaduto rapidamente si è sparsa in quel di Tindari, lasciando stupiti commercianti e residenti per quello che è stato ormai classificato come un atto di arroganza senza precedenti.

A porgere le scuse all’illustre ospite a nome non solo della chiesa di Patti, ma anche, e soprattutto, della città, il rettore del santuario don Antonino Gregorio.

Mons Romeo insieme ai sacerdoti che erano con lui.In tanti si chiedono adesso cosa ne pensi la classe politica pattese, se sia davvero il caso continuare ad incassare brutte figure, insulti dai turisti e dalla gente vittima di gravi patologie che gli impediscono di recarsi agilmente al santuario.

In più occasioni è stato chiesto di eliminare i parcheggi a pagamento da Tindari, considerato che la città in cambio del pagamento della sosta non offre nessun servizio, ma non c’è stato nulla da fare, a Tindari non esiste il “do ut des”.

Giornalmente a Tindari è possibile assistere a scene di “ordinario suicidio” per la reputazione della città.

Nei giorni scorsi è stato impedito ad un pullman di disabili di salire sino in piazza; la loro disabilità non era gradita alle casse dei parcheggi a pagamento.

A questo punto in tanti si chiedono che senso abbia la presenza dei Vigili Urbani a Tindari se poi a “legiferare”, con un potere certamente conferitogli da “potenze divine”, sono sempre i parcheggiatori, gli stessi che non si sa per quale misterioso motivo e in base a quale capitolato, durante l’orario di lavoro sostano nei parcheggi a pagamento senza pagare.

Dal grave incidente diplomatico un fatto certo si evince: fin quando ci saranno i parcheggi a pagamento difficilmente il Santo Padre si recherà in visita a Tindari.

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