ImageSi è conclusa nel migliore dei modi la protesta dei lavoratori lsu del consorzio Intercomunale “Tindari Nebrodi”. Verranno contrattualizzati dall’Ente.

ImageBuone notizie per le famiglie dei 22 lavoratori lsu in servizio al Consorzio Intercomunale Pubblici Servizi “Tindari Nebrodi”.

Dopo una serie di incontri tra i sindaci-soci dei 16 comuni del Consorzio, nella tarda serata di ieri, grazie anche alla mediazione del “Movimento Giovani Lavoratori”, si è stata trovata la soluzione, che peraltro gli stessi lavoratori prospettavano da almeno un anno.

Sarà lo stesso Consorzio a contrattualizzare, con un contratto di diritto privato, i 22 lavoratori. Il consorzio dovrà farsi carico di integrare circa 2000 euro l’anno per ogni lavoratore; la restante parte sarà a carico della Regione.

Per permettere questo, ogni comune-socio del Consorzio dovrà integrare un’ulteriore cifra al canone annuo dovuto dai singoli comuni per il funzionamento dell’Ente.

La protesta dei giorni scorsi si era acuita dalla scadenza del 20 ottobre prossimo, termine ultimo per presentare le istante per i contratti di diritto privato, e da qualche affermazione fatta in consiglio comunale da un consigliere della “Lista Venuto”. All’interno dell’assemblea dei sindaci non sono mancati i momenti di tensione, soprattutto nel momento in cui si è cominciato a parlare di destinare al Consorzio, da parte di ogni singolo comune-socio, ulteriori somme necessarie per la stabilizzazione dei lavoratori precari. Particolarmente apprezzato dai lavoratori l’intervento del primo cittadino di Montagnareale, Antonino Sidoti, che ha attaccato il presidente dell’assemblea dei sindaci, il sindaco di Ucria Lembo, che a quanto pare era contrario alla stabilizzazione.

Per la cronaca, i 22 lavoratori precari del consorzio “Tindari Nebrodi” di Patti erano gli unici lavoratori della provincia di Messina a non essere stati ancora stabilizzati.

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