Alla cerimonia di scopertura della segnaletica erano presenti, oltre a tanti ex alunni del prof. Michele Mancuso, anche i familiari.

Si è svolta questa mattina la cerimonia di inaugurazione della riapertura della strada comunale che collega il quartiere Santo Spirito (accanto la chiesa Concattedrale) con la via Fontanelle alta, proprio dietro l'ex convento di Sant'Antonio di Padova. 

Alla cerimonia erano presenti il sindaco, esponenti della giunta, i familiari del prof. Michele Mancuso, e diverse persone che hanno avuto il piacere di conoscere il professore, tra questi diversi ex alunni. A benedire la nuova strada l'arciprete della Cattedrale don Enzo Smriglio.

Il prof. Mancuso, originario di Ficarra, oltre ad essere stato tra l'altro docente all'istituto "Ferdinando Borghese" di Patti, era anche un cultore delle tradizioni locali e un raffinato scrittore. 

La strada appena riaperta è adesso percorribile in discesa, dalla via Aldo Moro alla via Fontanelle alta.

Nel corso dell'inaugurazione la riaperta strada è stata definita "via di fuga" in caso di calamità. Ci piacerebbe capire se quando si affermano determinate cose, ci si fermi un attimo a riflettere se le stesse hanno un senso. Via di fuga per i residenti della zona di San Giovanni per andare dove? Chi vive in quella parte della città, in caso di eventi calamitosi deve recarsi nel punto di attesa più vicino previsto dal piano comunale di protezione civile, che nel caso specifico è stato localizzato nell'area del campo di calcio e della pista di go-kart di Segreto (a pochi passi dalla Concattedrale). Dirottare le persone, e quindi le inevitabili autovetture, verso la riaperta strada di collegamento, arteria a una sola corsia, significherebbe mettere a repentaglio l'incolumità chi vive nella parte bassa della stessa via prof. Mancuso e della via S. Antonino ed anche di coloro i quali la percorrono per fuggire.

Avendoci riflettuto per un po' proponiamo all'amministrazione comunale di ripensarci sul senso di marcia di questa strada. Chi oggi vive nella parte alta della città, per intenderci il quartiere San Giovanni o la zona di San Paolo-Carasi, se non vuole rimanere bloccato nel traffico percorre la via Pertini e poi la via San Giovanni (la strada che collega San Giovanni a Case Nuove Russo) per giungere nei pressi della Conad. Da lì in semplicità è possibile raggiungere il resto della città. Il grosso del traffico veicolare, invece, rimane spesso bloccato sulla via Francesco Crispi, sulla via Fontanelle nel tratto tra la via Sant'Antonino e l'incrocio con l'Unicredit (per chi non conosce la toponomastica, sopra l'Agip), nella via Trieste, nella via XX Settembre e nella via Vittorio Emanuele. Se la strada appena riaperta fosse percorribile in senso inverso, cioè a salire, a nostro avviso il traffico sulle suddette vie si decongestionerebbe in maniera consistente.

Si dice che solo gli stupidi non cambiano idea, e siccome siamo certi di aver rivolto questo suggerimento a soggetti che stupidi non sono, ci auguriamo che quanto prima si possa valutare questa nostra idea, e provare anche solo per poco tempo se quanto da noi proposto possa rivelarsi di maggiore utilità per i cittadini.

 



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