Molti servizi comunali si sono interrotti perché gestiti proprio da lavoratori Asu (attività socialmente utile), tra questi la mensa scolastica.

I lavoratori Asu in servizio al Comune di Patti hanno aderito allo sciopero indetto dai sindacati a livello regionale per chiedere certezze circa il loro futuro. Allo stato attuale al 31 dicembre di quest'anno i 5200 lavoratori Asu sparsi in giro per la Sicilia, nei comuni, nelle ex provincie, nelle asl e in altri enti, cesseranno il loro rapporto lavorativo con la Regione Sicilia. 

“L’incontro, chiesto durante lo sciopero di febbraio da ALE UGL, con gli assessori regionali al lavoro, Antonio Scavone, e alle autonomie locali, Bernadette Grasso, si è concluso con un nulla di fatto rispetto alle stabilizzazioni. Pertanto in accordo con le altre organizzazioni sindacali, Confintesa e Sinalp, abbiamo deciso di continuare fino a venerdì lo sciopero già proclamato per oggi (ieri, ndr), non escludendo di continuare in tal senso anche con altre forme di protesta, fin quando non riceveremo risposte concrete”, hanno detto Vito Sardo e Mario Mingrino, coordinatori regionali dell’Ale Ugl Sicilia.
“L’assessore – aggiungono i due sindacalisti – non ha proposto nessuna soluzione. Abbiamo apprezzato la sua volontà di istituire un tavolo permanente con le parti sociali e i tecnici dell’Assessorato e di lavorare sulla nostra proposta di stabilizzazione che non prevede nuove spese per la Regione”.

Da 22 anni gli Asu in Sicilia sono dei lavoratori in nero autorizzati dallo Stato. Nell'approssimarsi di importanti appuntamenti elettorali i politici di turno hanno fatto a gara nel promettere loro di interessarsi al problema, ma com'era forse prevedibile le parole sono rimaste tali. 

Ieri mattina nell'aula consiliare del Comune di Patti, dove quasi tutti gli Asu (solo in pochissimi non hanno voluto aderire allo sciopero) si riuniscono per attuare la loro forma di protesta, il sindaco Mauro Aquino ha manifestato la propria solidarietà a questi lavoratori, scaricando però la responsabilità alla Regione. Se è pur vero che gli Asu dipendono dalla Regione, è anche vero che il loro lavoro è svolto a beneficio del Comune di Patti, offrendo determinati servizi all'utenza. Con lo stop degli Asu sta subendo un rallentamento la mensa scolastica, in alcuni casi sospesa; niente assistenti sugli scuolabus, autobotti ferme, assenza di impiegati in diversi uffici aperti al pubblico creando disagi all'utenza. Qualche servizio viene garantito attraverso il temporaneo trasferimento di personale da altri settori, ma tutto questo sino a quando sarà possibile? 

Per questo motivo a nostro modo di vedere un sindaco non può limitarsi ad esprimere solidarietà, che lascia il tempo che trova, ma deve attuare forme di protesta, coinvolgendo anche il Consiglio Comunale e gli altri sindaci, non solo per questi lavoratori che insieme agli articolisti reggono in piedi il Comune, anche perché senza il loro lavoro servizi essenziali si fermerebbero, con le immaginabili conseguenze.

La richiesta di questa gente, persone che in alcuni casi hanno superato i 50 anni di età, 19 dei quali vissuti da precari con una famiglia, moglie e figli da sfamare, è che si proceda con la stabilizzazione. Anche loro come gli ex articolisti hanno diritto ad una vita dignitosa. 

L'auspicio è che la politica si fermi un attimo a riflettere e ponga rimedio una volta per tutte a questo stato di precarietà voluto proprio da chi negli anni passati ha governato la nostra Isola.

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