Monsignor Giombanco nel suo messaggio invita i fedeli a donare amore ai fratelli che incontriamo sulle strade della nostra esistenza.

In occasione del Santo Natale il vescovo di Patti, mons. Guglielmo Giombanco, ha inviato un messaggio ai fedeli della diocesi, chiedendo, in questo tempo in cui si festeggia l'incontro tra Dio e gli uomini, di fare dei gesti d'amore e di solidarietà nei confronti dei fratelli che incontriamo ogni giorno lungo il nostro cammino. 

Di seguito il testo del messaggio.

Carissimi amici,

siamo a Natale, una festa sempre cara ed attesa, che riempie di gioia il nostro cuore per la venuta del Signore Gesù in mezzo a noi.

Mi piace riferirvi, in questo biglietto augurale, una frase del teologo luterano Dietrich Bonhoeffer, ucciso nel campo di concentramento di Flossenbürg nell’aprile del 1945:

«Non ci interessa un divino che non faccia fiorire l'umano. Un divino cui non corrisponda il rigoglio del­l'u­mano non merita che ad esso ci dedichiamo».

A Natale Dio si fa uomo perché la vita degli uomini e delle donne esprima la fioritura di una umanità pienamente realizzata perché abitata dalla Sua presenza. Natale è la festa dell'incontro tra Dio e l'uomo nella tenerezza del Bambino Gesù che desidera essere riconosciuto, attraverso gesti di amore e di solidarietà, nei fratelli e nelle sorelle che incontriamo nel nostro cammino.

Nella notte di Natale ascolteremo nelle chiese queste parole: Maria «diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c'era posto nell'alloggio» (Lc 2,7). Il Figlio di Dio si fa uomo, ma gli uomini non lo accolgono e Lui deve essere posto in una mangiatoia. Maria e Giuseppe si presentano alla «locanda di Betlemme", ma per loro non c'è posto e vengono respinti; rimangono fuori e non possono entrare. Dovranno accontentarsi di una grotta, un alloggio di fortuna dove tutti possono entrare perché la grotta non ha porte, che ne impediscono l’ingresso.

A Natale la nostra umanità fiorisce quando, incontrando i nostri fratelli, ci lasciamo guidare dall’amore, superando paure, chiusure, resistenze, pregiudizi, freddezze, indifferenze; quando siamo capaci di donare amore ai fratelli che incontriamo sulle strade della nostra esistenza.

Cristo desidera nascere, più che nello sfolgorio delle luci e nelle melodie delle nenie natalizie che coinvolgono solo l'emotività, nel cuore dell'uomo per renderlo ancora di più capace di operare il bene e di esprimere solidarietà. Anche oggi potrà accadere che per Cristo «non c'è posto», perché si fa fatica a riconoscerlo nel volto dei poveri, degli stranieri in cerca di pane, accoglienza ed aiuto, dell'ammalato, dell'anziano solo ed abbandonato, del bambino bisognoso di protezione e di tenerezza, del giovane in difficoltà, delle famiglie provate da vari disagi.  Se il nostro cuore non chiude le porte alla richiesta di aiuto e di amore, allora sarà veramente come la grotta di Betlemme, libero, aperto e disponibile ad accogliere il divino che farà fiorire l'umano che è in noi, rendendo bella e luminosa la nostra vita e quella dei nostri fratelli.

Auguri, amici. Auguri anche a voi che ci seguite da lontano. A tutti rivolgo le parole dell'angelo nella notte di Natale: «Non temete: ecco vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore» (Lc 2, 11-12).

La gioia del Natale non è riservata ad alcuni, ma è per tutti. È la gioia «di tutto il popolo». Lasciamoci raggiungere da questa gioia, perché aumenti la sensibilità del nostro cuore. E la nostra umanità, illuminata dalla luce del divino, fiorisca in opere di amore generoso e di concreta solidarietà.

Buon Natale a tutti voi, amici!    

X Guglielmo, vescovo

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