Il provvedimento in attesa di dati scientifici più aggiornati fra i quali la nuova classificazione della cancerogenesi delle radiofrequenze 5G annunciata dall’IARC.

Anche a Patti si dice no al 5G. Stamane il sindaco Mauro Aquino ha firmato un'ordinanza che vieta la sperimentazione, l'installazione e la diffusione sul territorio del Comune di Patti di impianti con tecnologia 5G. 

Secondo il primo cittadino "nonostante la sperimentazione 5G sia stata già avviata, non esistono studi che, preliminarmente alla fase di sperimentazione, abbiano doverosamente fornito una valutazione del rischio sanitario e per l’ecosistema derivante da una massiccia, multipla e cumulativa installazione di milioni di nuove antenne che, inevitabilmente, andranno a sommarsi a quelle esistenti". Per questo motivo, "al fine di fronteggiare la minaccia di danni gravi ed irreversibili per i cittadini, di adottare le migliori tecnologie disponibili e di assumere ogni misura e cautela volte a ridurre significativamente e, ove possibili, eliminare l’inquinamento elettromagnetico e le emissioni prodotte ed i rischi per la salute della popolazione" in qualità di massima autorità sanitaria nel territorio comunale il sindaco ne ha vietato la sperimentazione e l'installazione. 

Non entriamo nel merito della scelta, ma leggendo l'ordinanza (per chi volesse è disponibile cliccando qui) ci viene da chiedere il perché non è stata immediatamente disposta la rimozione delle antenne 2G e 3G presenti sul territorio comunale, a tutela della salute pubblica, in base ad uno studio dell'IARC (International Agency for Research on Cancer), organismo dell'Oms, richiamato nell'ordinanza, secondo il quale <<esistono anche “alcune evidenze di tumore al cervello e alle ghiandole surrenali” e che qui si sta parlando ancora di 2G e 3G>>

Basterà un'ordinanza, basata su "studi preliminari sulla valutazione del rischio sanitario e per l’ecosistema" che ancora non ci sono, a bloccare il futuro? Chi vivrà, vedrà!

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