L'esponente politico è contrario alla scelta del sindaco Aquino di dire no a priori senza avere dati scientifici che ne indichino la pericolosità.

A seguito dell'ordinanza del sindaco Mauro Aquino con la quale ha vietato l'installazione di antenne e la sperimentazione del segnale 5G in città, è intervenuto con una nota il consigliere comunale di minoranza Federico Impalà, che reputa tale scelta sbagliata.

Lo fa partendo da alcune evidenze scientifiche, che lo stesso conosce a motivo della professione che svolge, cioè quella di radiologo. Secondo Impalà "la tecnologia 5G andrà ad utilizzare anche radiazione a frequenza maggiore rispetto a quella utilizzata dalle tecnologie precedenti. Questo - dice, desta particolare preoccupazione nella popolazione. In realtà i limiti associati alle frequenze maggiori (26 GHz) sono più alti, poiché tali frequenze hanno una minore pericolosità". 

"Se da un lato è corretto dover salvaguardare prima di tutto l’incolumità delle persone da potenziali rischi connessi all’utilizzo di radiazioni elettromagnetiche - dice Impalà, è altrettanto vero che l’emergenza Covid-19 sta mettendo a dura prova la capacità delle nostre attuali reti di telecomunicazioni. In un periodo in cui tutto, o quasi, si è dovuto svolgere in maniera telematica, con l’aumento dei processi di smart-working e con la dematerializzazione e digitalizzazione di quasi tutti i documenti che caratterizzano la vita di ciascuno di noi, la sperimentazione di sistemi di telecomunicazione più rapidi e più sofisticati non possono essere arrestati da scelte preconcette".

La decisione del sindaco di vietare l'installazione del 5G in città, infatti, si basa su studi fatti su tecnologia già in uso, quindi 2G, 3G e 4G. Non vi è al momento alcuno studio che indichi che il 5G faccia male alla salute. Tanta confusione, quella si che c'è. Come anche tante fake news sull'argomento. La più nota sull'argomento sembra essere quella secondo la quale il Covid-19 si propaga nell'aria attraverso il 5G. Che grande scemenza, a cui purtroppo in tanti credono. 

Il nostro Comune ha scelto di non decidere, o meglio, ha scelto di far prevalere il No a priori. Quando negli altri centri i vari gestori di telefonia mobile passeranno al 5G, i cittadini di Patti saranno i primi a lamentarsi perché qui rimaniamo sempre indietro rispetto ad altri. Il passato ci dice questo: con il 4G si è verificata la stessa cosa, allora non per un divieto ma per la lentezza dei gestori. 

L'esponente della lista "Uniti per cambiare" nella nota inviata al sindaco sostiene infine che "è’ vero che il progresso scientifico e la tecnologia devono sempre e comunque trovare una barriera invalicabile nel rispetto del diritto inviolabile alla salute, ma, al contempo il Progresso Scientifico passa anche attraverso il dialogo e la ponderazione doti da sempre estranee in politica al Sindaco Aquino".

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