ImageLo scrittore siciliano prende posizione sull'opera dello Stretto: "Sembra quasi che vogliano condannarci all'arretratezza. E questo mi fa arrabbiare molto. Noi però dobbiamo vergognarci del nostro statuto autonomo" ...
PALERMO - "Il ponte sullo Stretto s'ha da fare": parola di Andrea Camilleri(nella foto) che, in una intervista pubblicata sul prossimo numero di "I love Sicilia" in edicola il 15 dicembre, difende il progetto. Per lo scrittore di Porto Empedocle infatti "sul ponte sono state dette troppe sciocchezze, come se ci volessero condannare all'arretratezza. E questo mi fa incazzare molto".

Andrea CamilleriCamilleri contesta le dichiarazioni rilasciate nei mesi scorsi dal presidente della Camera Fausto Bertinotti secondo cui l'opera sarebbe servita soltanto a dare lavoro alla mafia. "Una sciocchezza - dice lo scrittore -. Partendo da un principio così si condanna un popolo all'arretratezza. Realizzare le opere che occorrono per lo sviluppo è necessario. Non si può preventivamente porsi la questione che sicuramente gli investimenti foraggeranno la mafia".

Nel mirino anche Pininfarina che si chiese che senso avesse "fare un ponte fra due deserti". "Ecco - spiega Camilleri -, fu in quel momento che pensai: quei lavori si devono fare". Ma Camilleri mette sotto accusa anche lo statuto automomo della Regione siciliana: "Noi fummo i primi ad avere uno statuto autonomo. Ma quando vado nelle altre regioni a statuto speciale, prendi la Val d'Aosta, io mi vergogno. Mi vergogno perché mi rendo conto di come la Sicilia sia un meraviglioso esempio di come l'autonomismo non dovrebbe mai essere interpretato. Basta riflettere un attimo per capire che non è servito a nulla".

Infine un augurio alla Sicilia: "Che continui impercettibilmente a cambiare. Penso che nella nostra Isola vi siano dei mutamenti in corso. Avverto una mutazione lenta, ma costante. Ritengo che si stia modificando il dna dei siciliani. Pezzo dopo pezzo il cambiamento alla fine sarà radicale, definitivo".

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