Dopo aver lasciato per tanto tempo una strada provinciale in condizioni davvero pietose finalmente qualcosa è stato fatto.

A pochi chilometri dal centro abitato di Patti, all’altezza di contrada Provenzani, sino a qualche giorno fa non esisteva più l’asfalto, ma ancora peggio gli avvallamenti, i dossi e le buche erano cosi evidenti che transitare con una semplice auto era diventato molto problematico. Bisognava rallentare e procedere a passo d’uomo e nonostante ciò coloro che hanno subito dei danni ai propri mezzi sono stati parecchi. La strada che è percorsa giornalmente da tanti automobilisti, in quanto collega Patti con i centri di Librizzi e San Piero Patti, da qualche tempo a questa parte aveva già dato segnali di cedimento e con il passar dei mesi la situazione era peggiorata tanto da creare una serie di crepe con dei dislivelli di parecchi centimetri.

Sono state anche tante e continue le lamentele di chi transita di frequente su questo tratto di strada, automobilisti che avevano raggiunto il limite della pazienza e che hanno più volte chiesto che si facesse qualcosa, un intervento come è giusto che sia e non il solito lavoro tanto per accomodare.

Finalmente la voce dei cittadini è stata ascoltata da qualcuno, ed in questo caso dal consigliere provinciale Saro Sidoti, il quale, dopo un consulto presso la sede della Provincia, ha organizzato in breve tempo una squadra di operai e mezzi e nell’arco di una giornata è stato effettuato l’intervento di sistemazione consistente, al momento, nel livellamento del tratto stradale per permettere di poter transitare senza dover incappare in buche e quant’altro.

Da qui a quindici giorni invece, si procederà all’intervento vero e proprio, ossia quello di creare il drenaggio delle acque, la vera causa del dissesto. Una volta fatto questo si procederà ad asfaltare a regola d’arte tutto il tratto interessato.

Finirà cosi l’odissea di questa arteria provinciale o si presenterà in futuro lo stesso problema? I tecnici dicono che con i lavori di drenaggio il tutto si risolverà.

Ci si augura che abbiano ragione.

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 della Scala Richter è stata registrata alle 19:58 di oggi nel Golfo di Patti.

Il sisma è avvenuto ad una profondità di 4,8 km.

L'evento, secondo quanto si è appreso dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania, non ha provocato danni a persone o cose.

Comuni a meno di 10 km dal centro del sisma: Falcone, Gioiosa Marea, Librizzi, Lipari, Montagnareale, Oliveri, Patti, Piraino.

A seguito dell’invio delle bollette conguaglio da parte dell’ATO2 recapitate in questi giorni agli utenti, il legale dell’Associazione Consumatori Siciliani, avv. Mariella Sciammetta ha presentato l’istanza di prelievo per la discussione del ricorso al TAR presentato nel 2005.

Il ricorso evidenzia l’illegittimità delle bollette TIA emesse dell’ATO Me2 e tutta una serie di violazioni di legge riscontrate peraltro nelle migliaia di sentenze emesse dalla Commissione Tributaria di Messina che hanno fatto una corretta ed ineccepibile interpretazione del quadro normativo di riferimento in materia di TIA.

L’Associazione Consumatori ha chiesto, dunque, al TAR di Catania di annullare tutti gli atti deliberativi con cui sono state approvate le tariffe della TIA sulla cui scorta l’ATO ME2 continua ad emettere le fatture di pagamento, alla luce dei principi espressi dallo stesso TAR in altri ricorsi aventi ad oggetto la stessa problematica, delle sezioni Tributarie della Sicilia e, da ultimo, per tutti i comuni aderenti all’ATO nella sentenza del CGA i cui principi sono validi per tutti quegli ATO, come l’ATO Me2, dove la TIA non è stata approvata dai Consigli Comunali.

Se il TAR accoglierà la richiesta dell’Associazione non vi è dubbio che si arriverà alla paralisi totale dell’ATO Me 2 così com’è successo ad Enna dove l’intero CDA si è dimesso.

L’associazione inoltre evidenzia che le difficoltà economiche in cui si trova l’ATO ME2 dipendono dal fatto che la società d’ambito non ha voluto mai fare un passo indietro, come ragioni di buona amministrazione e l’obbligo di dare esecuzione alle sentenze dall’autorità giudiziaria avrebbero imposto, correggendo gli errori e non conformandosi alle migliaia di sentenze emesse dalla Commissione Tributaria di Messina.

Nonostante la giurisprudenza costante, infatti, l’ATO Me2 ha assunto un atteggiamento di arroganza vessando i cittadini, che in tali casi giustamente hanno reagito chiedendo anche un congruo risarcimento del danno.

Siamo, dunque, di fronte ad un atteggiamento irresponsabile dell’ATO Me2 che arreca danno alla società stessa e, quindi, ai cittadini che risiedono nei Comuni che ne fanno parte, improntato a sopraffazione del diritto, per cui deve assolutamente fare il mea culpa invece di addossare le colpe agli altri.

Le stesse bollette di conguaglio relative al 2005 e al 2006 sono state approvate dal CDA dell’ATO non dai Comuni a dimostrazione di una perseveranza diabolica ad emanare atti illegittimi.

Le difficoltà economiche dell’ATO ME2 potevano essere in gran parte evitate se il CDA avesse accolto la proposta del Presidente dell’Associazione Nicola Calabria di far pagare la vecchia tassa comunale ancora in vigore, avanzata al Prefetto nell’aprile del 2008 alla presenza del presidente dell’ATO Me 2 Andrea Paratore, dei sindaci di Patti e di Brolo e ribadita da Nicola Calabria in tutti i consigli comunali aperti scaturiti dalla decisione prefettizia.

Tutte le proposte avanzate dall’Associazione Consumatori non sono state mai prese in considerazione, per cui oggi il CDA dell’ATO dovrebbe assumersi le proprie responsabilità e dimettersi in toto per aver fallito nella gestione del servizio e soprattutto alla luce di quanto le sentenze della Commissione tributaria stanno affermando e per l’incapacità a trovare soluzione adeguate e rispettose della legge.

Peraltro nonostante la Commissione nelle sue sentenze stabilisce che un quantum va pagato per il servizio reso, l’unica cosa che l’ATO Me2 ha saputo fare allo stato attuale è quello d’inviare bollette che la Commissione Tributaria di Messina annulla una dopo l’altra. Ma la colpa non è dei cittadini che non vogliono abbassare la testa, ma, piuttosto, di chi commette i soprusi e violazioni di legge a loro danno.

Comunicato Stampa

Il comando interregionale dei Carabinieri ''Culqualber'' di Messina, ieri mattina presso la caserma ''Bonsignore'', nel corso della cerimonia per il 195° Annuale della fondazione dell'Arma dei Carabinieri, ha conferito un encomio solenne alla Compagnia dei Carabineiri di Patti.

Un momento della cerimonia''Comando di compagnia distaccata, in occasione di vasti e concomitanti incendi che interessavano gran parte della giurisdizione e che provocavano la morte di sei persone, il ferimento di altre quattordici e la devastazione di 800 ettari di vegetazione e decine di manufatti, con sinergico impegno, spiccato senso del dovere, elevato spirito di sacrificio ed armoniosa collaborazione di tutti i suoi componenti, si impegnava alacremente nell’opera di soccorso alla popolazione, traendo in salvo numerosi nuclei familiari e scongiurando in tal modo piu’ gravi conseguenze''. Patti, Brolo, Ficarra, Gioiosa Marea, Librizzi, Raccuja, S.Angelo di Brolo, San Piero Patti, Sinagra, Piraino, Ucria (ME), 21-24 agosto 2007.

CATANIA - Sono stati "fatti prontamente rimuovere" alcuni manifesti elettorali della lista L'Autonomia che erano stati affissi abusivamente nei pressi dell'opera scultorea la Porta della Bellezza di del rione Librino di Catania, fatta realizzare dal mecenate Antonio Presti.

Lo rende noto l'ufficio stampa nel Movimento per le autonomie con un una nota con la quale "stigmatizza l'episodio di cui non era a conoscenza perchè agli addetti all'affissione è stato sempre raccomandato di affiggere i manifesti negli appositi spazi previsti dalla legge".

"Nel condannare fermamente l'episodio che vedeva involontariamente coinvolta un'opera artistica di rilievo internazionale - conclude la note del Mpa - il Movimento per le autonome ribadisce l'opportunità del rispetto delle regole nella pubblicità elettore alle quali il movimento ha chiesto a tutti i suoi candidati di astenersi scrupolosamentè".

Fonte: La Sicilia Web

____________________________

Quest'anno si è passato ogni limite. Ogni angolo della città è stato tappezzato da manifesti elettorali. Di tutto di più. Ogni angolo è buono per gli attacchini per affiggere i manifesti. Pensiline per le fermate dei pullman, muri pubblici e privati, bidoni della spazzatura e persino i tabelloni per l'affissione dei manifesti funebri. Si, anche sui manifesti dei defunti. Neppure dei defunti si ha più rispetto. Qualcuno, probabilmente a ragione, commenta: ''se non si ha rispetto per i vivi, è normale che non se ne abbia per i defunti''. Quello che stiamo dicendo è sotto gli occhi di tutti. Basta farsi un giro del paese per rendersi conto dello schifo. Vergogna!

E' passata una settimana esatta da quando sono comparsi i primi manifesti nei posti più insoliti, e chi di competenza (esiste qualcuno addetto a questo??????) non ha ancora provveduto a nascondere questi manifesti. Probabilmente a qualcuno non importa che questi manifesti, stranamente sono quasi tutti dello stesso partito, vengano oscurati. Ci auguriamo che chi di competenza faccia i dovuti controlli e verifiche, anche nei confronti di chi ha l'obbligo di intervenire in casi del genere, ed agisca di conseguenza.

Ai cittadini per evitare tutto ciò non resta altro che l'arma del voto. Premiare chi deturpa la nostra città o punirli? A voi la scelta.

Sotto potete leggere l'articolo scritto lo scorso anno in occasione delle elezioni regionali.

Pubblichiamo l'elenco completo, sezione per sezione, degli scrutatori per le elezioni del 21 e 22 Giugno nominati dalla commissione elettorale, composta dal sindaco e dai consiglieri comunali Francesco Di Pisa, Pasqualino La Macchia e Giorgio De Luca per la maggioranza, e Antonino Crisafulli per la minoranza.

 

 
 
 
Sezioni 1 - 2 - 3  Scuola  Elementare piazza XXV Aprile 

1) Conchin Maria Lida, Zimbaro Massimilaino, Genes Giuseppina.

2) Merlo Roberta, Di Pisa Caterina, Colonna Sara. 

3) Abramo Vincenza Domenica, Mincica Giusi, Mollica Concettina. 

 

Sezione 2 Speciale, ospedale “Barone Romeo”
Accordino Antonio, Di Dio Fabrizio.

 

Sezioni 4 - 5 - 6  Scuola  Elementare Corso Matteotti
4) Marguccio Caterina, Vella Nicolò Gaspare, Calabria Selenia, Martino Feliciana.

5) Marziano Marilena, Praticò Tiziana, Pontillo Nadia. 

6) Pettina Rosaria, Sidoti Elena, Alessandro Irene. 

 

Sezioni 7 - 8  Scuola  Elementare Marco Polo - Marina di Patti

7) Aiello Alessio, Pietropaolo Francesca, Pelligra Elvira. 

8) Arigò Pamela, Merlo Francesca, Carusoo Annalisa. 

 

Sezione 9  Scuola Elementare Scala di Patti

Sofia Tindara, Sottile Sebastiana, Iosia Davide. 

 
Sezione 10  Scuola Elementare Sorrentini

Molica Carmelo, Giarrizzo Melina, Ignazzitto Angela. 

Sezione 11  Scuola Elementare Mongiove
Gerlando Antonino, De Pasquale Antonella, Gorgone Matteo. 

Sezione 12  Scuola Elementare Moreri Soprani
Virgilia Francesco, Ruvolo Francesco, Spedini Fausta.  

Sezione 13  Scuola Elementare Gallo
Rappazzo Giuseppe, Costanzo Veronica, Ventura Caterina. 

 

Sezioni 14  - 15  Scuola Elementare Case Nuove Russo

14) De Benedettis Eliana, Carollo Serena, Castelluzzo Antonietta. 

15) Martino Maria, Ruvolo Carmen, Aiello Francesca.

 

Mons. Angelo FicarraRicorre oggi il cinquantesimo anniversario della morte di Mons. Angelo Ficarra, vescovo di Patti dal 1936 al 1955. In tutte le parrocchie della Diocesi sarà celebrata una S. Messa.

Angelo Ficarra è nato a Canicattì (AG) il 10 luglio 1885 da Angelo e Giuseppa Guadagnino; riceve il battesimo due giorni dopo.

Frequentate le scuole elementari e quelle tecniche del suo paese, nel 1899 entra nel seminario di Agrigento, nella cui cattedrale, conclusi gli studi filosofici e teologici, è ordinato sacerdote il 12 luglio 1908.

Nell’ottobre dell’anno successivo si iscrive in Lettere Classiche all’Università di Palermo e continua la sua attività pastorale in diocesi nella parrocchia di Ribera. Comincia a pubblicare sul Lavoratore, un periodico locale le Meditazioni vagabonde, che contengono riflessioni sulla religio­sità popolare, spesso esteriore e superficiale se non addirittura improntata a superstizione. Il testo completo sarà pubblicato postumo solo nel 1990 col titolo Le devozioni materiali. Psicologia popo­lare e vita religiosa in Italia.

Nel 1914 consegue all’università di Palermo la laurea in lettere classiche con una tesi su S. Girolamo; la ricerca sarà pubblicata in due volumi nel 1916 e nel 1930 col titolo La posizione di S. Girolamo nella storia della cultura; nel 1928 cura la voce Girolamo per la prestigiosa Enciclopedia Treccani.

Dopo alcuni anni d’insegnamento nei licei di Caltagirone e Agrigento, svolge il servizio militare tra il 1916 e il 1919, quando è nominato parroco nella città natale.

Dal 1930 insegna lettere classiche e in seguito anche S. Scrittura nel seminario di Agrigento, dove nel 1934 è nominato Vicario Generale.

Nominato vescovo di Patti il 12 ottobre 1936, è consacrato vescovo il 22 novembre dello stesso anno e, preceduto da una Lettera pastorale inviata per Natale, fa il suo ingresso in diocesi il 3 gennaio 1937.

Qui celebra un congresso catechistico nel 1938 ed uno mariano l’anno successivo; visita intanto le parrocchie e con le lettere pastorali si preoccupa di istruire sacerdoti e fedeli illuminando le menti e confortando il cuore, provvede ad erigere nuove parrocchie, affronta la tragedia della guerra e i disagi della ricostruzione con i suoi e per i suoi fedeli.

Gli ultimi anni del suo servizio sono molto amari e dolorosi per lui; infatti, alieno da mano­vre politiche, in seguito agli insuccessi della DC a Patti e in Diocesi nelle elezioni ammi­nistrative e politiche tra gli anni 1946 e 1949, viene accusato a Roma come responsabile delle sconfitte per il suo scarso interesse e giudicato incapace di governare la diocesi.

Invitato a dimettersi, non lo fa, perché convinto in coscienza di non avere colpe e continua il suo lavoro istruendo con la parola e con le lettere pastorali, santificando con l’amministrazione dei sa­cramenti, governando secondo i bisogni. Da ricordare un pellegrinaggio della statua della ma­donna del Tindari per tutta la diocesi ed un secondo congresso mariano nel 1954.

Reiterato da Roma l’invito a dimettersi e non decidendosi lui a farlo, nel 1953 gli viene af­fiancato mons. Giuseppe Pullano come vescovo coadiutore sedi datus; formula latina che implica un provve­dimento grave: significa infatti assegnato alla diocesi, nel senso che il vescovo coa­diutore era in­viato direttamente alle sede perché ne aveva bisogno.

Mons. Ficarra ha sofferto non poco la situazione; e tuttavia, convinto in coscienza di non avere colpe che giustificassero le dimissioni, restò al suo posto. Nel 1955, però, mons. Pullano fu nominato amministratore apostolico sede plena; formula ancora più grave della precedente; essa infatti significa che mons. Pullano amministrava la diocesi direttamente per conto del Papa, anche se essa era occupata da un legittimo vescovo. Seguono due anni davvero difficili per lui, pratica­mente esautorato nella sua diocesi.

Nel 1957 mons. Pullano è nominato vescovo a tutti gli effetti e mons. Ficarra si ritira al suo paese, dove concluderà i suoi giorni il 1° giugno 1959.

Nel 1979 Leonardo Sciascia pubblica un pamphlet, Dalle parti degli infedeli. Il titolo gioca con la formula della promozione di mons. Ficarra, nominato arcivescovo di Leontopoli in partibus infidelium; si tratta di una formula tecnica usata per dire che egli era vescovo benemerito con un titolo fittizio, quello di Leontopoli dove in realtà non c’è una diocesi e non ci sono fedeli.

Lo scrittore siciliano, anche per le sue indubbie qualità e il suo acume, ma anche per il suo anticlericalismo, ha certamente il merito di aver reso noto al grande pubblico il fatto delle dimis­sio­ni forzate: il caso Ficarra; egli inoltre ha dato l’imput per ulteriori ricerche, approfondimenti e altre pubblicazioni. Ma proprio nel merito è compreso un rischio: quello di pensare, come tan­ti hanno fatto, di conoscere mons. Ficarra perché hanno letto Sciascia.

In realtà mons. Ficarra è davvero più grande del caso doloroso che ha vissuto, con esemplare dignità e compostezza, oltre che con fede genuina, negli ultimi anni di sua vita.

Le celebrazioni già iniziate a Canicattì ed a Patti hanno lo scopo di approfondire la sua figu­ra di studioso e di vescovo, che risulta di particolare significato per le sue indubbie qualità di cultura e di fede, per la sua capacità di sapersi rivolgere alla mente e al cuore, sempre bisognosi di luce, di conforto e speranza, anche e soprattutto nei tempi attuali in cui è possibile il rischio d’illuderci che la tecnica, il danaro e il potere riescano a soddisfare tutti i nostri bisogni e le nostre esigenze.

La Diocesi di Patti, che egli servì per 20 anni, oltre alla celebrazione liturgica del 1° giugno o 31 maggio, sta curando la pubblicazione delle 13 lettere pastorali con le quali mons. Ficarra ha illuminato e confortato, guidato ed esortato i suoi figli. Si prevede che il testo sarà pronto per l’au­tunno e sarà presentato per l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Istituto di Scienze Reli­giose che porta il suo nome all’inizio di ottobre.

ImageFiocco rosa in casa Barbiera-Bonsignore.
Presso un presidio ospedaliero di Milano, la signora Simona Bonsignore, sorella del nostro direttore responsabile Cinzia, ha dato alla luce la piccola Gaia, una bella bimba di 2,680 kg. Alla mamma Simona Bonsignore ed al papà Pino Barbiera , ed in particolar modo alla zia Cinzia, giungano gli auguri di tutta la Redazione di PattiOnLine.it

Il Portale PattiOnLine.it utilizza cookie, anche di terze parti. Chiudendo questo banner o scorrendo questa pagina acconsenti all'uso dei cookie.