ImageCon l’accusa di violenza sessuale su minore e induzione alla prostituzione gli uomini del Commissariato di Polizia di Patti, al comando del vice questore aggiunto
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Con l’accusa di violenza sessuale su minore e induzione alla prostituzione gli uomini del Commissariato di Polizia di Patti, al comando del vice questore aggiunto dott. Antonino Recupero, nella serata di sabato hanno arrestato un uomo di 56 anni, R.A., pensionato, residente nella zona di Case Nuove Russo.

I fatti si sarebbero verificati nei giorni scorsi. Vittima una ragazzina di 13 anni.

La vicenda sembra che si sia consumata all’interno dell’abitazione della ragazzina.
L’uomo infatti oltre ad essere vicino di casa era pure amico della famiglia della ragazzina e spesso nelle ore serali vi si recava nel loro appartamento per “pregare”. Sia l’uomo che i genitori della vittima, infatti, appartengono ad una setta religiosa poco conosciuta in Italia.

Da quanto accertato dagli investigatori sembrerebbe che l’uomo approfittando della fiducia dei genitori della ragazzina si recava nella stanza della ragazza e si appartava con lei, baciandola e palpeggiandola, regalandole poi pochi euro.

A scoprire questa turpe storia i genitori della ragazzina che casualmente rinvenivano un biglietto con frasi amorose.
Un biglietto che a prima vista, per le parole soprascritte, sembrava che era stato scritto da un ragazzino innamorato.
Non riuscendo a risalire all’autore del biglietto i genitori effettuavano maggiori controlli e scoprivano che la ragazzina possedeva alcune banconote.
Ma i sospetti quasi subito si erano spostati su quell’uomo, compagno di “preghiere”. E proprio sabato si è compiuto l’ultimo atto di questa triste storia. La madre della ragazzina, infatti, uscendo dal bagno notava la figlia nella propria cameretta e l’uomo vicino che la baciava. E’ bastato poco a quel punto per capire la provenienza di quei soldi.

Immediata la segnalazione al 113 del locale Commissariato che in pochi istanti inviava sul posto una volante. Su disposizione del magistrato di turno, il dott. Alessandro Lia, l’uomo veniva condotto in Commissariato e dopo le formalità di rito veniva tradotto al carcere di Gazzi a Messina.

La minore intanto veniva sottoposta a visita medica presso il vicino ospedale “Barone Romeo” dove i sanitari da un primo esame esterno non riscontravano segni che facessero pensare a rapporti sessuali.
Subito dopo la ragazzina è stata ascoltata da una neuropsichiatria infantile, la dott.ssa Adriana Bruno, confermandole la violenza.

Nei prossimi giorni si dovrebbe tenere l’interrogatorio dell’arrestato che al momento, considerata la vicinanza del proprio domicilio con l’abitazione della vittima, resta in carcere. Adesso gli inquirenti stanno effettuando indagini per appurare se oltre ai rapporti “superficiali”, palpeggiamenti e baci, vi siano stati altri tipi di approcci.

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