Gli avvocati Nino Favazzo e Antonio Amata hanno ottenuto per il loro assistito l'obbligo di firma.

Il Gip del tribunale di Messina, Tiziana Leanza, ha accolto la richiesta avanzata dagli avvocati Nino Favazzo e Antonio Amata (nelle foto accanto), ed ha revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di Antonino Niosi, 22 anni di Patti, rimettendolo in libertà. Il giovane era stato arrestato il 13 luglio scorso, nell'ambito dell'operazione "Scala reale", dei carabinieri del Comando provinciale di Messina, che, secondo gli inquirenti, avrebbe consentito di individuare i presunti vertici e affiliati ad una compagine di narcotrafficanti collegata alle articolazioni territoriali della ‘ndrangheta reggina e vibonese, che gestiva una larga fetta dello smercio di marijuana e cocaina nella zona di Patti e nei centri viciniori. Il giudice ha adesso disposto la misura dell'obbligo di firma.

Dodici le persone arrestate (8 delle quali ristrettr in carcere, 2 sottoposte agli arresti domiciliari, 1 minore condotto presso un istituto penale minorile mentre un'altro minore è stato trasferito in una struttura comunitaria), ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti anche a minori, nonché detenzione illegale di armi da fuoco.

Tra gli arrestati anche Paolo Brigandì, militare dell'Arma in servizio al Nucleo radiomobile dei carabinieri della Compagnia di Patti.

 

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