Le ispezioni hanno interessato un lido e un chiosco che si sono visti comminare ben 18 sanzioni amministrative.

Continuano i controlli e le verifiche dei militari dell'Arma nelle attività di ristorazione, come bar, lidi e chioschi, che già nelle scorse settimane hanno registrato il sequestro di quelle opere ritenute fuori regola o perchè non autorizzate a occupare del suolo pubblico. Dopo Marina di Patti l''attenzione dei carabinieri si è concentrata sulla frazione Mongiove, dove i controlli hanno interessato un chiosco e un lido-pizzeria sul mare.

Insieme ai carabinieri di Patti vi erano anche gli uomini dei comparti di specialità del Nucleo Ispettorato del lavoro di Messina e del Nucleo Operativo Ecologico di Catania.

Durante i controlli in uno dei due locali i carabinieri hanno trovato un giovane lavoratore in nero, e pertanto è scattata la contestazione al titolare dell'attività e una sanzione amministrativa di 2mila euro, con la prescrizione di regolare immediatamente la posizione di lavoro, pena la sospensione dell’attività imprenditoriale. Dalle verifiche effettuate dai militari dell'Arma, al comando del capitano Marcello Pezzi, e diretti dal comandante della stazione di Patti maresciallo Antonino Bonarrigo, è emerso un dato per così dire curioso; molti dei lavoratori impiegati erano stati regolarizzati nei giorni successivi ai primi controlli a Marina di Patti, il 12 e 13 luglio, cioè a stagione estiva avviata da tempo. Coincidenza o paura di essere beccati?

Come verificatosi a Marina anche qui i militari hanno riscontrato una certa difficoltà nell'ottenimento dei documenti riguardante l'occupazione del suolo pubblico. L'esame approfondito e scrupoloso della documentazione, richiesta ed ottenuta anche da altri enti, permetterà ai carabinieri di capire se vi siano altre contestazione da fare. Le violazioni di tipo amministrativo contestate riguardano il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro, la mancata esposizione della prevista segnaletica e l’assenza di idonei dispositivi di protezione per gli addetti alla manipolazione di prodotti alimentari. Ben 18 verbali in sole due attività commerciali, le cui sanzioni, alcune ancora da quantificare, ammontano a oltre 20mila euro. 

A Grotte, infine, il titolare del chiosco è stato sanzionato, ma non è ancora stato quantificato l'importo della sanzione, poiché la struttura sarebbe risultata non in regola con l’autorizzazione allo scarico dei reflui civili sul suolo. Per questo tipo di violazione ambientale la normativa vigente prevede una sanzione amministrativa che oscilla tra i 6mila e i 60mila euro.

Adesso tutte le attività di somministrazione di alimenti e bevande presenti nelle due frazioni balneari del Comune di Patti sono state sottoposte a controllo, al fine di prevenire incidenti sui luoghi di lavoro, garantire sicurezza ai fruitori degli stessi locali, per contrastare la piaga del lavoro nero e per ripristinare quel clima di legalità che, purtroppo, bisogna ammettere che in molti casi latita. Un'operazione quella dei carabinieri di Patti eseguita in autonomia, prendendo forse spunto dalle pressanti richieste di controlli in tal senso da parte del Prefetto di Messina e dei sindacati, che, come ci è stato confermato da fonti dell'Arma, non ha avuto in alcun modo input da fonti esterne o a seguito di denunce presentate da altri esercenti.

Per quanto riguarda, invece, i sequestri delle scorse settimane, si registra il dissequestro da parte dell'autorità giudiziaria di una pedana all'esterno del bar Pecora Nera, in quanto i titolari responsabilmente hanno da subito manifestato la volontà di regolarizzare la loro posizione. 

Sabato scorso, infine, il sostituto procuratore della Repubblica Alice Parialò, su richiesta degli avvocati Tommaso Calderone e  Gabriella Caccamo, legali rappresentanti di Elisa Garito e Simona Flesia, titolari rispettivamente della Creperia Loft_209 e del Bar Apollo sul lungomare di Marina, considerato che sono state già avviate le pratiche per la sanatoria, ha disposto il temporaneo dissequestro dell'area sotto la pineta cui nelle scorse settimane erano stati posti i sigilli, per consentire l'esecuzione dei lavori di ripristino allo status quo ante; in pratica verrà tolto tutto ciò che al momento si trova sotto la pineta e la zona ritornerà a essere un'area a verde.

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