Cronaca a Patti e dintorni

ImageNon aveva ottemperato ad un decreto di espulsione dal territorio italiano emesso dal Prefetto di Messina. Rinchiuso al carcere di Gazzi.

ImageE' successo la notte tra domenica e lunedì. I ladri hanno scassinato le slot machine ed aperto la cassaforte. Indaga la Polizia.

ImageSpettacolare incidente quello verificatosi ieri pomeriggio all’interno della galleria “Madonna del Tindari" sull’Autostrada A20 in direzione Messina. Coinvolto giovane di San Piero Patti.

Il professor Adolfo Parmaliana

Il noto docente di chimica industriale dell'Università di Messina e prima ancora dell’Università “La Sapienza” di Roma, Adolfo Parmaliana (nella foto), 58 anni, di Terme Vigliatore, si è tolto la vita, lanciandosi dal viadotto “Marina di Patti” dell'autostrada A20 Messina-Palermo.

Pare che l’uomo, intorno alle 13, abbia lasciato la propria autovettura, una Bmw 320, sulla corsia di emergenza dell’autostrada A20, direzione Palermo, all’altezza della zona Firriato del comune di Patti. Dopo aver scavalcato il guard rail di protezione si sarebbe lanciato dal viadotto. Un automobilista notando la vettura in sosta lungo l’autostrada ha informato immediatamente la centrale operativa della Polizia al 113. Una pattuglia della Polstrada di Sant’Agata Militello, agli ordini del neo comandante ispettore capo Massimiliano Fiasconaro, si è recata immediatamente sul posto. Qui, non trovando il guidatore i poliziotti si sono affacciati dal guard rail ed hanno visto il corpo del’uomo all’interno di una cunetta che costeggia i piloni dell’autostrada. In pochi istanti sul luogo dell’incidente sono giunti i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Patti agli ordini del maresciallo Giuseppe Di Bella, i poliziotti del commissariato di Patti, gli agenti della Polizia stradale del distaccamento di Sant’Agata Militello, i Vigili del Fuoco di Patti e un’autoambulanza del 118. Per l’uomo però non c’era più nulla da fare. Il volo da oltre 30 metri è stato fatale.

Dopo le formalità di rito i militari dell’Arma, su disposizione del magistrato inquirente, il dottor Guglielmo Valenti, hanno provveduto a far prelevare il corpo dell’uomo per trasportarlo nella camera mortuaria dell’ospedale “Barone Romeo” di Patti per un esame cadaverico, disponendo inoltre il sequestro della vettura rimasta sull’autostrada. Sembrerebbe che all’interno dell’auto gli agenti della Polstrada abbiano ritrovato un biglietto scritto a mano dal professor Parmaliana, che faceva riferimento ad un incartamento lasciato presso il suo studio.

Il luogo del'impatto

Il noto docente, ex segretario dei Ds di Terme Vigliatore, comune dove è stato anche candidato a Sindaco, è stato protagonista negli anni recenti delle principali battaglie per la legalità. Lui è stato il maggior artefice dello scioglimento del comune di Terme Vigliatore per infiltrazioni mafiose.

Le ragioni che hanno indotto l’uomo al tragico gesto sono ancora sconosciute agli inquirenti.


Si registra intanto una nota di Sonia Alfano, già candidata a Presidente della Regione Siciliana.

“Siamo sconvolti e sanguinanti per la morte del professore Adolfo Parmaliana suicidatosi poco ore fa. Adolfo era stato il maggior artefice dello scioglimento del comune di Terme Vigliatore per infiltrazioni mafiose ed era una delle pochissime persone che combatteva seriamente e con rigore la mafia messinese. Siamo scioccati dal suo suicidio ma allo stesso tempo arrabbiati poichè la morte di Adolfo è da addebbitare a tutti noi ed alle multinazionali dell'antimafia che lo hanno lasciato solo creando intorno alla sua persona un vergognoso isolamento. Ciascuno di noi ed ogni componente dell'antimafia istituzionale deve avere l'amara ed insopportabile consapevolezza che la sua morte è stata causata da tutti noi. Da chi lo ha criminosamente isolato perchè troppo "scomodo" a chi non gli è stato vicino quel tanto che bastava per evitare un simile gesto. Le nostre non vogliono e non devono essere parole di circostanza buttate al vento. Vogliamo che ogni esponente dell'antimafia, sociale od istituzionale che sia, faccia un esame di coscienza e prenda consapevolezza di avere una parte di responsabilità in questa morte assurda ed ingiusta, così come la magistratura barcellonese tanto solerte nel rinviarlo a giudizio per diffamazione; una solerzia che forse non ha mai avuto nei confronti dei veri mafiosi contro i quali tanta parte della sua vita Adolfo aveva impiegato non riuscendo forse a sopportare la vergogna per quell'accusa di diffamazione. Un accusa mossagli con delle motivazioni ridicole: Per aver affisso un manifesto nel quale affermava che gli amministratori di Terme Vigliatore, comune sciolto per mafia grazie ad Adolfo, avrebbero dovuto vergognarsi e per aver denunciato una lottizzazione abusiva su un terreno di un componente di quella stessa amministrazione sciolta per mafia. Quanto detto e fatto da Adolfo noi lo facciamo nostro e lo sottoscriviamo. Continueremo a portare avanti quelle stesse denunce che hanno portato gli amministratori a muovergli quell'accusa infondata poichè i fatti denunciati da Adolfo sono assolutamente veri. Alla famiglia non possiamo che promettere, almeno da parte nostra, tutta la vicinanza ed il calore di cui siamo capaci. Adolfo era un nostro amico ed il rimorso per non essergli stati abbastanza vicini in dei momenti difficili per lui è un sentimento insopportabile che colpisce noi così come i componenti di quell'antimafia di convenienza che ha fatto di tutto per lasciarlo solo. Organizzeremo una fiaccolata per Adolfo non solo allo scopo di ricordarlo ma sopratutto per chiedergli scusa per le nostre e le altrui mancanze e per promettergli che riusciremo a farci carico di proseguire la sua lotta.

Sonia Alfano a nome dei componenti dell'Associazione Nazionale Famigliari Vittime di Mafia

ImageE' successo sabato all'ospedale "Barone Romeo" di Patti. Cinque persone si trovavano dentro all'ascensore quando, forse per l'eccessivo peso, si è bloccato.

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