La ragazza sfigurata con l'acido, a poche ore dalla condanna del suo ex, domani, lunedì 26, sarà nella sala del comune in piazza Mario Sciacca.

L'istituto superiore "Faranda Borghese" di Patti ha organizzato un incontro con l'avvocato Lucia Annibali, la professionista di Pesaro vittima nell'aprile del 2013 del raptus del proprio ex che le ha sfigurato il volto gettandole addosso dell'acido. L'appuntamento è fissato per le ore 10 di lunedì 26 gennaio presso la sala conferenze del Comune in piazza Mario Sciacca.

La Annibali presenterà il suo libro, "Io ci sono, la mia storia di non amore", edito da Rizzoli, scritto insieme alla giornalista Giusi Fasano, firma storica del Corriere della Sera, nel quale racconta la storia della sua aggressione, e della relazione con il suo ex Luca Varani, condannato in appello proprio due giorni fa a 20 anni di carcere con l'accusa di tentato omicidio, stalking e lesioni gravissime. Insieme a lui sono stati condannati in primo grado a 14 anni di carcere quali esecutori materiali i suoi due complici albanesi Rubin Ago Talaban e Altistin Precetaj.

L'avvocatessa di Pesaro la sera del 16 aprile del 2013 giunta nella propria abitazione venne aggredita da un uomo incappucciato che le versò dell'acido sul volto, sfigurandola.

In questo libro Lucia Annibali ripercorre la sua storia con quell’uomo, dal corteggiamento al processo («Il tempo con lui è stato una bestia che digrignava i denti e io mi lasciavo sbranare »); passa in rassegna i momenti dell’emozione e quelli della sofferenza; racconta l’acido che scioglieva il suo viso («Un minuto dopo la belva era ammaestrata») e poi i mesi bui e dolorosissimi, segnati anche dal rischio di rimanere cieca. Per la sua tenacia, la sua determinazione e il coraggio di mostrarsi, oggi Lucia è diventata un’icona, punto di riferimento per tutte le altre donne («Io non mi arrendo, e questa ferita diventerà la mia forza»). Testimonianza autentica e toccante di un grave fenomeno del nostro tempo, Io ci sono è un libro importantissimo. Per uomini e donne consapevoli che l’amore sia “solo quello buono” ma anche per tutte le Lucie ancora prigioniere di un non amore.

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