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Per festeggiare Sant'Alfonsa, prima santa indiana, i fedeli indiani sono giunti a Patti da ogni parte della provincia.

Si è svolta ieri mattina la processione per le vie del centro di Patti dell'effigie di San Giuseppe, la cui festa liturgica era il 19 marzo, e di Santa Alfonsa dell'Immacolata Concezione, prima santa dell'India. La processione è stata preceduta da una santa messa celebrata da un sacerdote indiano, coadiuvato da un diacono sempre di etnica indiana e dal parroco della parrocchia San Nicolò don Angelo Costanzo. 

Ma chi è Santa Alfonsa?

Santa Alfonsa dell’Immacolata Concezione, prima di diventare suora Anna Muttathupadam, è stata la prima beata dell’India. Proclamata beata nel 1986 a Kottayam dal papa Giovanni Paolo II, è stata canonizzata nel 2008 dal Papa Benedetto XVI.

Nacque ad Arpukara (Kerala) il 19 agosto 1910, fu battezzata secondo il rito siro-malabarico; rimasta orfana in tenera età, fu educata da una zia materna e dalla nonna. Ben presto si sentì attratta dalla vita religiosa, per cui a 17 anni, nel 1927 entrò come postulante nel monastero delle clarisse; trascorse il noviziato senza tentennamenti, pienamente consapevole della scelta fatta della sua vita. Nel 1931 emise i voti temporanei e nel 1936 quelli perpetui, sempre nel monastero delle Clarisse Malabariche di Bharananganam.

Le fu affidato il compito di insegnare, ma dovette lasciarlo per motivi di salute; in seguito gli vennero dati compiti confacenti con il suo cagionevole stato di salute. Conscia della situazione, si mantenne molto riservata e caritatevole verso tutti, cercando di non pesare alla comunità; soffrì in silenzio sia le ostilità che non mancarono, sia le malattie, che nel 1945 esplosero in modo violento e inarrestabile, portandola a morte a soli 36 anni, il 28 luglio 1946.

Durante la sofferenza diceva: “Io sento che il Signore mi ha destinata ad essere un’oblazione, un sacrificio di sofferenza… Il giorno in cui non ho sofferto èun giorno perduto per me”. La sua breve vita di suora clarissa, lasciò il ricordo di una santa esistenza e la fama di questa santità si propagò in modo impressionante dopo la sua morte. I pellegrinaggi che ogni anno si recano sulla sua tomba per pregare e impetrare grazie, sono numerosi, non solo di fedeli cattolici, ma anche di musulmani e di induisti, attratti dalla purezza della sua giovane vita tanto sofferta e dal suo potere taumaturgico.

Nella galleria immagini alcune foto della processione.

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