Il progetto ha visto il coinvolgimento di sette scuole europee, tra le quali appunto il Liceo "Vittorio Emanuele III". Le video interviste realizzate dagli studenti illustrano questo progetto.

Si è concluso nei giorni scorsi, con un evento organizzato nell’aula magna del Liceo Vittorio Emanuele III di Patti, il progetto Erasmus Plus che ha visto coinvolte sette scuole di varie parti dell'Europa in un partenariato KA2; tra queste anche il liceo Pattese.

Alla referente locale del progetto, professoressa Rosa Scaffidi, abbiamo chiesto di illustrarci quali sono state le tematiche affrontate. “Si tratta di un partenariato strategico KA2 finanziato appunto dalla comunità europea. Il progetto – ha detto la prof.ssa Scaffidi, ha visto il coinvolgimento di sette scuole di sette diversi paesi europei. In particolare è stato coordinato da una scuola rumena che si trova a Timisoara, mentre le altre scuole sono una inglese, esattamente di Crew, una svedese, una tedesca, una scuola turca, una greca e il nostro liceo. Durante questi due anni noi abbiamo lavorato in collaborazione con le scuole partner con l’obiettivo di far conoscere meglio la storia europea e il significato di cittadinanza. Abbiamo cercato di guidare gli studenti in uno studio finalizzato alla conoscenza e alla riflessione sulla comunità europea che sicuramente sta affrontando tanti problemi e che in qualche modo deve cambiare. In particolare i ragazzi hanno lavorato sul percorso della comunità europea a partire appunto dal manifesto di Ventottenne. Ci siamo soffermati – ha aggiunto la docente, su quello che i giovani di oggi possono fare per contribuire alla crescita della comunità europea e allo sviluppo di una società migliore che possa in futuro continuare a dare la possibilità ai giovani di muoversi liberamente e di avere un ruolo determinante all’interno della comunità”.

Nel corso del convegno, svoltosi alla presenza del dirigente scolastico prof.ssa Grazia Gullotti Scalisi, degli alunni che hanno aderito al progetto Erasmus insieme a diversi docenti, dei genitori e dei rappresentanti d’istituto, gli alunni hanno raccontato la loro esperienza, sottolineando l’importanza di questo progetto che mette al centro la comunità Europea in un periodo particolarmente difficile per la sua stessa esistenza.

A una studentessa abbiamo chiesto quale fosse stato l’obiettivo della loro ricerca e quali le riflessioni sul lavoro svolto. “L’obiettivo della nostra ricerca – ci ha detto Aurora Scalia, alunna della III A Scientifico, era appunto quello di trasmettere l’unità Europea, il forte legame che unisce tutti gli stati dell’Europa e noi lo abbiamo fatto attraverso la musica perché pensiamo che questo sia lo strumento attraverso il quale è più facile poter trasmettere delle emozioni, delle sensazioni. A noi, infatti, ha trasmesso questo la musica e speriamo che anche a voi abbia potuto trasmettere questo”.

Nel video l’intervista integrale alla professoressa Scaffidi, e ad alcuni alunni che hanno partecipato a questo progetto formativo.

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