Image“Patti si racconta” rassegna di cultura, storia, fede e tradizioni, e antichi mestieri è il titolo di una serie di manifestazioni che partiranno oggi, 26 luglio.

Image“Patti si racconta” rassegna di cultura, storia, fede e tradizioni, e antichi mestieri è il titolo di una serie di manifestazioni organizzate dal Dipartimento Cultura e turismo del Centro Studi socio politico Tindari Patti in collaborazione con l’associazione “La voce delle donna di San Piero Patti” “Arte donna” di Capo d’Orlando e Antares di Roccavaldina

Le manifestazioni inizieranno sabato 26 luglio con “Borgo in festa”. La via Boncompagni e la Pietro Novelli (stradine parallele alla salita per il Municipio) per tutta la sera addobbate con fiaccole e vasi di fiori faranno da cornice ad una rievocazione storica di antichi mestieri artigianali in costume d’epoca: lavandaie, venditori di uova, barbieri, calzolai, filandiere, coltivatori del baco da seta, massaie, ricamatrici col tombolo e il telaio, il tutto allietato con suonatori di mandolino, fisarmonica e chitarra e con degustazione di prodotti tipici locali e crespelle condite con “l’olio di Sorrentini”.

In piazza Sant’Ippolito ci sarà la mostra su Giuseppe Garibaldi ed esposizioni di creazioni femminili: quadri, sartoria, decorazioni, ricami ecc. Nella piazza “Balilla” di fronte il Seminario mostra  “Patti nei libri” di ieri e di oggi: mostra di tesi, libri, opuscoli dedicati alla città di Patti e Tindari. Alle ore 21,30 nella Villa Comunale concerto di violino, violoncello e pianoforte a cura del Gruppo musicale Ucraino dell’Accademia di Kiev. Dalle ore 22,30 in p.zza Sant’Ippolito sarà proiettato non stop il video fotografico “Patti sconosciuta”, archi, portali, bifore, scalinate, ringhiere in ferro battuto, edicole, viuzze, decorazioni, curiosità della città pattese. Per l’occasione rimarrà aperta anche la casa - museo Nachera dove sarà possibile vedere gli affreschi del pittore pattese Francesco Nachera, oggi sede della Società Pattese di Storia Patria.

“L’obiettivo del Centro Studi è quello di valorizzare - spiega Nicola Calabria - il patrimonio cultuale, storico, artistico e archeologico della città di Patti che a differenza di molti centri vicini non deve inventarsi nulla per attirare flussi turistici, ma deve solo investire in marketing e comunicazione per promuovere e far conoscere il suo notevole patrimonio. Non è il cantante di grido che ti riempie la piazza per una sera che fa turismo - continua Calabria ma la promozione del territorio e delle sue ricchezze che possono essere visitate 365 giorni l’anno. Patti con gli scavi di Tindari e della villa romana, con la valorizzazione della necropoli di contrada Monte, dell’area intorno a Monte Giove, con bene due antiquari, e tre musei dislocati sul territorio: Museo della ceramica, Museo diocesano, Museo etnografico e di oggetti sacri di Sorrentini, con le opere pittoriche e scultoree presenti nelle chiese: dal Ciborio del Gagini, ai quadri di Antonello de Saliba per finire agli stucchi del Serpotta, per finire all’enorme patrimonio archivistico a partire dalle pergamene di Ruggero I fino ai documenti del ‘900. “Un patrimonio che ci invidiano tutti, ma che non sappiamo né promuovere nè valorizzare opportunamente”.

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