Una gestione accentratrice, secondo i consiglieri di opposizione, che ha ridotto Patti in condizioni inaccettabili.

Ai consiglieri di opposizione non è andato giù il “pavoneggiarsi” dell’esecutivo sulla stampa locale riguardo al pagamento dello stipendio del personale comunale del mese di ottobre. In effetti è davvero di cattivo gusto. Lo stipendio è un diritto per chi lavora, e chi amministra e lì proprio per mandare avanti il Comune, e garantire lo stipendio ai dipendenti (dipendenti del Comune, quindi di tutti i cittadini di Patti, e non dipendenti di chi amministra come qualcuno crede). Se non si è capaci a fare questo, o semplicemente non si ha voglia o interesse, sarebbe opportuno lasciare, dimettersi e permettere ai cittadini, delusi per come viene amministrata la città, di scegliere una classe dirigente all’altezza. E’ davvero brutto per un impiegato sentirsi dire dal politico “ti ho pagato un mese”. Ancora una volta, lo sottolineamo, sono i cittadini a pagare lo stipendio, anche ai politici. Ci piacerebbe che ogni tanto i nostri amministratori si mettessero nei panni dei dipendenti comunali; senza stipendio da 3 mesi; bollette da pagare, comprare da mangiare, famiglia da mandare avanti, mutui, finanziarie, impegni da onorare, Natale alle porte e quindi regali da comprare. Sì, i regali. Abbiamo sentito dire a qualcuno, che se soldi non ce n’è regali non se ne devono fare. Quando una persona lavora, con i propri soldi ci fa quello che vuole. Non può essere una classe politica inefficiente a condizionare le abitudini della gente. La mancata corresponsione degli stipendi non crea problemi solo ai dipendenti, ma a una intera città. Abbiamo sentito commercianti lamentarsi, perché molti dei loro clienti, impiegati del comune, non vanno a comprare perché senza soldi. E’ un giro, gli stipendi finiscono nei negozi di alimentari, in abbigliamento, nelle gioiellerie, nelle profumerie, nelle pasticcerie, in tante altre attività che a loro volta vanno a spendere parte di quegli incassi in altri negozi. E’ così che gira l’economia, ci spiace che l’attuale classe dirigente non lo comprenda.

I consiglieri di minoranza Cimino, Gregorio Nardo, Impalà, Di Santo, Prinzi e Tripoli, nella loro nota, che pubblichiamo integralmente in calce, attribuiscono alcune delle inefficienze del Comune alla mancata presenza in pianta stabile a Palazzo dell’Aquila di un ragioniere. Questo è un problema che si trascina da decenni, e inspiegabilmente nessuno in questi anni ha voluto approfondire la problematica, neppure le opposizioni consiliari della precedente e dell’attuale legislatura Aquino. Non sappiamo se il fattore ragioniere possa o no aver contribuito a determinare le criticità di cui soffrono le casse del Comune, ma di una cosa abbiamo certezza: una parte di responsabilità è certamente politica. I consiglieri si chiedono se la mancata approvazione del bilancio consuntivo possa essere uno dei motivi del mancato pagamento degli stipendi. La risposta è si. Lo Stato non invia soldi al Comune di Patti perché lo stesso è inadempiente. Probabilmente ci saranno anche altri comuni ad essere nelle stesse condizioni del nostro, ma sinceramente poco ci importa, riteniamo che bisogna guardare a chi fa meglio di noi e non dire “anche altri comuni sono nelle nostre stesse condizioni”. Il Testo Unico degli Enti Locali all’art. 161 comma 3, certificazione di bilancio, così recita: “La mancata trasmissione del certificato, da parte dei comuni e delle province, comporta la sospensione del pagamento delle risorse finanziarie a qualsiasi titolo dovute dal Ministero dell'interno, ivi comprese quelle a titolo di fondo di solidarietà comunale.”

Nessun alibi quindi, le responsabilità sono principalmente politiche, in questo caso dell’assessore al Bilancio, cioè direttamente il sindaco. E trattandosi del primo cittadino la richiesta di dimissioni non può e non deve essere fatta alla figura dell’assessore, ma direttamente al responsabile dell’amministrazione della Città. E’ lui che non ha voluto conferire la delega al Bilancio ad altri, trattenendola a se. L’amministrazione della città è stata a lui demandata, e i risultati, purtroppo per noi, sono sotto gli occhi di tutti. Troppo facile dire “ma ci sono gli assessori”. Anche un bambino si accorge che la città sembra essere appena uscita da un conflitto bellico; le strade distrutte, vegetazione spontanea ovunque, decoro inesistente, gestione della pubblica illuminazione alquanto carente, per non parlare del servizio idrico che fa acqua da tutte le parti. Semplicemente vergognosa la gestione dell’emergenza idrica, che poi tanto emergenza non è considerato che Patti non è un’isola, e che negli altri comuni a noi vicini, con i quali condividiamo lo stesso cielo e anche le stesse piogge, non hanno lamentato particolari criticità rispetto al passato. E che dire della questione riscaldamenti nelle scuole di competenza del comune, una vergogna. Una gestione pertanto assolutamente inefficiente. Ci chiediamo, ma sono in tanti a farlo, il perché, alla luce delle molteplici inefficienze nella gestione del settore manutenzione e servizi a rete, il sindaco non abbia ancora sostituito l’assessora vicesindaco Bonanno, come fece invece con l’assessore vicesindaco Lena nella precedente legislatura. Siamo certi che un giorno scopriremo il perché, sempre se prima il sindaco non decida di far conoscere alla città quali sono queste misteriose capacità dell’assessora, che sinceramente alla luce di quanto giornalmente vediamo girando per Patti non riusciamo a immaginare. Probabilmente sarà brava nell’intercettare finanziamenti regionali, nazionali e europei, che comunque noi non abbiamo ancora visto; di certo il suo assessorato è molto efficiente nel dare lavori pubblici mediante trattativa privata e affidamenti diretti, spesso e volentieri a un numero limitatissimo di imprese, in barba a qualsiasi principio di rotazione, che non è comunque obbligatorio, ma che garantirebbe trasparenza nelle scelte e sgombrerebbe il campo da possibili tentazioni nell’affidare lavori a persone vicine politicamente al governo cittadino, o ancora peggio che vivono in simbiosi con alcuni esponenti politici.

Proprio ieri, intanto, il neo governatore della Sicilia, Nello Musumeci, ha chiesto all’assessore regionale per l’Economia Gaetano Armao e a quello per le Autonomie locali e la Funzione pubblica Bernardette Grasso di firmare il provvedimento di riparto delle risorse di parte corrente (282 milioni di euro) da trasferire ai Comuni siciliani per l’anno 2017; queste somme in arrivo anche al Comune di Patti speriamo possano servire a coprire gli stipendi, e a pagare le tante fatture di gente che ha lavorato per il Comune e aspetta da mesi, se non addirittura anni, di essere pagato.

 

Sarebbe stato meglio tacere, rispetto alla problematica legata al mancato pagamento degli stipendi, è la dimostrazione che questo esecutivo non ha idea di come può vivere una famiglia mono-reddito, quando per più di tre mesi non si percepisce uno stipendio.

Problematiche legate alla scarsa gestione politica di questo comune sono state sempre denunciate dall’opposizione, un ufficio di ragioneria gestito a scavalco, limitato nei lavori, poiché può contare sulla sola presenza part-time del suo dirigente, ed un esecutivo in evidente difficoltà, che continua a subire la gestione,  non più di un accentratore del potere, ma di ben due, Sindaco e Vice Sindaco sono le condizioni inaccettabili per un paese come Patti.

La questione stipendi è stata più volte affrontata e attenzionata da tutto il Consiglio Comunale, sollecitando da sempre l'amministrazione a provvedere, affinché Patti possa avere la figura costante del dirigente del settore ragioneria, e in effetti parrebbe che questo possa accadere a breve, con la presenza h24 del ragioniere più volte richiesta dall’opposizione.

 In occasione dell'ultimo consiglio comunale abbiamo anche chiesto su proposta dei colleghi di opposizione  Prinzi e Di Santo le dimissioni del Sindaco da assessore al bilancio. L’amministrazione farebbe bene a chiedersi e  a spiegare, perché non ha approvato il consuntivo 2016, (potrebbe essere questo  il vero motivo dei ritardi stipendiali?)

Autorevoli fonti sostengono che la mancata approvazione del consuntivo sia ostativa ai trasferimenti dei fondi regionali e statali, se così fosse, sarebbe l’ennesima violenza perpetrata ai danni dei dipendenti comunali e conseguentemente all’intera comunità.

Anche in questa occasione sarebbe stato opportuno il “Silenzio”, piuttosto che pavoneggiarsi sulla stampa. Dichiarare di aver provveduto  al pagamento delle stipendio di ottobre, in assenza dei mesi di novembre, dicembre e delle tredicesima , è offensivo nei confronti di chi vive ormai da troppo tempo questa condizione di precarietà.

Oggi molti dei nostri dipendenti dovranno pensare alle bollette arretrate, alle rate dei mutui per chi ne ha e al Natale, si perché  il Natale è anche per loro.

Agli  assessori chiediamo con forza di volare a Roma, di andare a Palermo, di progettare e reperire fondi per infrastrutture, strade, scuole e STIPENDI.

Infine è di oggi la notizia che anche nel corso Matteotti i nostri figli sono al freddo a causa della scarse gestione infrastrutturale e della mancata manutenzione. Fin quando la cosa pubblica sarà gestita alla giornata, Patti è destinata a rimanere addormentata.”

I Consiglieri di opposizione:

Cimino, Gregorio Nardo, Impalà, Di Santo, Prinzi e Tripoli

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