Dalla seconda infrazione divieto di vendita itinerante sul territorio comunale.

I consiglieri comunali di opposizione Filippo Tripoli, Natalia Cimino, Federico Impalà e Mariella Gregorio Nardo, con una mozione inviata al sindaco Mauro Aquino chiedono l'ampliamento delle aree a commercio fisso, e l'introduzione del daspo per chi non rispetta il piano commerciale. Il daspo consisterebbe nel divieto, già dalla seconda infrazione contestata, di effettuare il commercio itinerante sul territorio comunale. Peccato però, che per fare ciò ci vorrebbe chi realmente vada ad effettuare le sanzioni. E' sotto gli occhi di tutti quello che avviene da anni in via Giovanni XXIII, senza che nessuno intervenga. Anzi, qualcuno è intervenuto, ma semplicemente a tutela degli ambulanti abusivi. Qualcuno del Comune, a seguito delle continue telefonate al comando della polizia municipale da parte di esercenti del luogo per la presenza di ambulanti lungo la suddetta via, e di conseguenza di numerose auto in sosta, sembrerebbe che abbia pensato bene di far rimuovere i cartelli di divieto di sosta, "legalizzando" di fatto la sosta in un tratto di strada dove è comunque vietata dal codice della strada. Su questa circostanza ci auguriamo che la magistratura faccia chiarezza, anche perché si tratta di fatti particolarmente gravi. 

Ritornando alla mozione, i quattro consiglieri sostengono di voler "riproporre con forza valide misure di contrasto all'ambulantato selvaggio, prendendo come esempio soluzioni risultate efficienti in altre città, come il Daspo. Nel contempo in linea anche con quanto nelle ultime settimane suggerito dai commercianti pattesi, riproporremo la nostra "vecchia" idea di ricollocare il mercato settimanale nelle vie del centro, organizzandolo per settori. Abbiamo infatti chiesto la convocazione della 1^ commissione così da potere interpellare i diretti interessati e coinvolgerli nelle scelte future che il consiglio comunale potrebbe porre in essere in tal senso."

Gli stessi consiglieri scrivono che "la presenza di ambulanti non rispettosi delle regole dettate dal piano, rappresenta una forma di concorrenza sleale per i commercianti a posto fisso". Peccato però che nessuno denunci la mancanza di sanzioni per i trasgressori. A Patti ormai è più conveniente chiudere i negozi ed attrezzarsi con mezzi a quattro ruote e fare commercio itinerante. Niente tasse, spazzatura, acqua, locali a norma, niente di niente. Meglio abusivi, magari impiegando gente non in regola, se capita anche minori. E' noto a tutti quello che è successo già in via Calabria, dove un negozio di frutta e verdura ha chiuso i battenti per trasferirsi definitivamente come ambulante itinerante tutti i giorni esclusa la domenica dalle 9 di mattina alle 19 di sera sulla via papa Giovanni XXIII nel silenzio più totale di chi è preposto ai controlli. Per non parlare dell'ambulante che da anni vende frutta e quant'altro, a secondo della stagione, nelle adiacenze dell'ingresso dell'area archeologica della Villa Romana. Eppure sono talmente invisibili che coloro che sono preposti ai controlli ci passano dinanzi decine di volte al giorno senza fermarsi per sanzionarli, da anni. 

Questo girarsi dall'altro lato, far finta di non vedere, o il fermarsi un attimo per intimare agli ambulanti di andarsene solamente per l'occhio della gente senza realmente pretendere il rispetto delle regole, non è più tollerabile. Continuando così le cose, noi stessi chiederemo al prefetto di Messina di attivare i poteri sostitutivi e di nviare qualcuno che faccia rispettare le regole in questa nostra città. 

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