Abbiamo notizie circa una probabile assenza pianificata da parte dei consiglieri che appoggiano il sindaco Aquino. Sarà così?

Il presidente del Consiglio comunale Nicola Molica ha convocato il civico consesso per le ore 16 di domani, giovedì 29 agosto. All’ordine del giorno ci sono 11 punti, 10 dei quali sono mozioni presentate dai consiglieri di minoranza. Si tratta di richieste, legittime, che i consiglieri, non compatti vista la presentazione dei punti come singoli e non come opposizione, hanno ritenuto meritevoli di approfondimento e soprattutto di una risposta chiara da parte dell’Amministrazione comunale. Già in passato è successo che venisse convocato il Consiglio comunale, con un ordine del giorno con punti quasi tutti presentati dalla minoranza, e che la maggioranza compatta non fosse presente.

Ricordiamo ai consiglieri comunali che nessuno gli ha imposto di candidarsi, non glielo ha prescritto il medico di dover obbligatoriamente fare i consiglieri comunali, neppure ai due consiglieri-assessori; se hanno troppi impegni lascino lo scranno in Consiglio ad altri.

Per chi non conosce bene i meccanisti del Consiglio comunale, spieghiamo brevemente come avviene la convocazione. Solitamente la riunione dei Capigruppo, che rappresenta tutte le forze presenti in Consiglio comunale, decide una possibile data che possa permettere a tutti la partecipazione. A volte è direttamente il presidente del Consiglio a scegliere una data, dopo aver fatto un giro di telefonate circa una probabile convergenza su una data specifica. Nel caso specifico, la data per lo svolgimento del Consiglio è stata scelta il 14 agosto scorso al termine della seduta del Civico consesso. Alla luce di questo ci chiediamo se la probabile assenza di tutta la maggioranza consiliare possa essere una casualità.

Domani in aula oltre alla minoranza, composta dai consiglieri Giacomo Prinzi, Natalia Cimino, Filippo Tripoli, Mariella Gregorio Nardo, Federico Impalà e Giovanni Di Santo, dovrebbero essere presenti anche i consiglieri del gruppo misto Luca Musmeci e Salvo Placido. Secondo fonti ben informate sembrerebbe che il presidente del Consiglio Nicola Molica non dovrebbe essere presente alla seduta. La partecipazione di solo otto consiglieri non garantirebbe il numero legale per procedere con l’avvio della seduta, e determinerebbe il rinvio del Consiglio di un’ora, al termine della quale se il numero dovesse rimanere inalterato la seduta verrebbe rinviata al giorno dopo.

Certamente i cittadini, in un periodo come quello che l’Italia sta vivendo, in cui anziché ai problemi della collettività chi fa politica guarda a ben altro, si chiederanno a cosa possa servire questa strategia. La risposta è più semplice di quanto si creda. A nulla!

Un atto di forza per dimostrare che loro, i sostenitori del sindaco, sono maggioranza, che hanno i numeri e fanno quel che vogliono (lo hanno detto più volte), e per “umiliare” la minoranza non permettendogli di discutere i punti presentati.

A questo punto, se davvero la maggioranza deciderà di non partecipare al Consiglio comunale chiediamo ai cittadini di far sentire la propria disapprovazione con gli stessi consiglieri. Domani pomeriggio, dopo le ore 16, se incontrate un consigliere comunale seduto al bar, a passeggiare, o a fare qualsiasi altra cosa, richiamatelo al proprio dovere istituzionale.

Ci auguriamo, qualora quanto stiamo dicendo dovesse veramente verificarsi (speriamo di no), che la Digos (quel reparto della Polizia di Stato che si occupa di politica) o i Carabinieri (anch'essi si occupano di politica), trasmettano una relazione al Prefetto per un suo autorevole intervento, che potrebbe anche essere un possibile scioglimento del Consiglio comunale. Non bisogna dimenticare che una pianificata non partecipazione al Consiglio comunale comporterebbe anche un danno erariale alle casse del Comune, stante che l’Ente dovrebbe pagare gli straordinari dei dipendenti, e i gettoni di presenza dei consiglieri per pochi secondi di partecipazione. Senza considerare che alcuni consiglieri per essere presenti al Consiglio comunale ottengono dei permessi dal datore di lavoro, oltre al permesso per astenersi dal lavoro in quella intera giornata, e che la non partecipazione potrebbe configurare fattispecie di reato.

Per chi non lo ha ancora capito, la musica è cambiata. Chi non ha più voglia, qualora ne avesse mai avuto, di lavorare per questa città, lasci il ruolo ad altri.

Noi saremo sempre qui a vigilare!

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