La minoranza consiliare si limita a segnalare i problemi ad una amministrazione sorda. Non basta più.  

La caduta di un palo della pubblica illuminazione sul lungomare di Marina domenica pomeriggio, che poteva trasformare l’evento sportivo in corso di svolgimento in una tragedia, rappresenta per l’ennesima volta la metafora di una città allo sbando, senza una guida, destinata a soccombere. È dinanzi agli occhi di tutti lo stato pietoso delle nostre strade, le continue perdite d’acqua in ogni angolo del territorio, le tante transenne poste sulla carreggiata a delimitare lavori iniziati e mai completati. Intere zone della città dove lo spazzamento delle strade risale ad anni addietro. Una città lasciata allo sbando. Si vive alla giornata, non si riesce ad avere un’idea di sviluppo a lungo termine. E dire che si ha l’intenzione di chiedere il riconoscimento di Patti e Tindari di Patrimonio dell’Unesco, dimenticandosi che un turista che viene a Patti nel periodo estivo rischia fortemente di non potersi fare la doccia per carenza d’acqua. Il turista rischia di visitare Tindari e di doversi accontentare di una pizzetta o di un toast perché i ristoranti sono costretti ad abbassare la saracinesca per carenza d’acqua, come successo questa estate. Come anche la proposta della Bandiera Blu per le nostre spiagge, pallino dell’ex consigliere Nino Calderone nella precedente legislatura, e della sua compagna, la consigliera Mariella Gregorio Nardo, in questa legislatura, anche se i cortigiani dell’amministrazione ascrivono l’iniziativa ad altre persone. Ai turisti poi diremo che quelle aree a verde sulla spiaggia sono dei laghetti naturali anziché scarichi fognari, diremo ai bagnanti di portarsi i rifiuti a casa perché noi siamo troppo puliti per toccarli, quando la verità è che i cestini presenti sul lungomare non sono sufficienti, o di farsi la doccia magari a Oliveri o a San Giorgio di Gioiosa Marea per non inquinare la nostra battigia, anziché ammettere che le docce sulle spiagge sono irrisorie e che nei b&b c’è il rischio di non trovare acqua. Eppure, nonostante queste deficienze, si continua a prendere in giro le persone sapendo che quei riconoscimenti sono al momento lontanissimi.

La caduta del palo. Si è trattato di una fatalità o di un qualcosa che era già stato preventivato? Per i consiglieri di minoranza, che hanno scritto una nota, a noi non recapitata come quasi sempre, la situazione dei pali della pubblica illuminazione era nota all’amministrazione comunale in ragione delle proposte della minoranza di investire risorse “per l'immediata sostituzione dei pali pericolanti già esistenti sul lungo mare e più volte segnalati”, e di recente per una mozione sullo stesso argomento del consigliere Impalà, puntualmente bocciata dai consiglieri di maggioranza che sostengono il sindaco Aquino.

A questo punto si potrebbe dire che la minoranza ha fatto la sua parte, e che le responsabilità sono da ascrivere all’amministrazione comunale e ai consiglieri di maggioranza che dirottano le risorse su altri interventi. Da un lato è vero, la gestione è di chi amministra, ma è anche vero che i bilanci vengono votati non solo dai consiglieri che appoggiano il sindaco, ma anche e soprattutto dai consiglieri di minoranza. Proprio così, prima ci si lamenta, si criticano metodi e sistemi di gestione, non si è d’accordo su come vengono spese le somme, ci si vede bocciate tutte le proposte che sicuramente non sono presentate per interessi personali ma per giuste esigenze della popolazione, ma alla fine la minoranza è sempre presente per tenere il numero legale e per votare i bilanci. Anche chi non mastica molto di politica sa ormai che non approvare i bilanci significherebbe decadenza del Consiglio Comunale. Se si chiede ad ogni singolo consigliere la risposta è sempre la stessa, quella cioè di non aver paura di bocciare il bilancio. La storia, invece, dice ben altro.

La minoranza lamenta che l’amministrazione trova risorse per illuminare zone non abitate. Proprio in questi giorni è stata pubblicata la determina di liquidazione per quei lavori; l’hanno letta i consiglieri, hanno visto quel che c’è scritto? Noi nel 2016 abbiamo denunciato che a pochi giorni dalle elezioni comunali erano stati installati dei pali della pubblica illuminazione in una strada privata e che gli stessi erano stati collegati sulla pubblica illuminazione. Abbiamo auspicato l’intervento della magistratura. Dalla minoranza non abbiamo sentito alcunché, né allora né dopo.

Basta fare un giro per Patti centro per notare vari pali dell’illuminazione pubblica con lo sportellino aperto e i cavi della corrente a portata di mano. Nel cimitero del centro sino a poco tempo fa ovunque vi erano fili della luce scoperti, cabine elettriche completamente aperte e accessibili a chiunque. Non ci pare di aver sentito qualche consigliere lamentarsi, o a segnalare il pericolo.  

Chissà se i consiglieri di maggioranza, e soprattutto quelli di minoranza, hanno mai notato i diversi edifici pericolanti che ci sono nelle vicinanze di piazza Scafidi, che potrebbero rappresentare un pericolo per i cittadini. In passato anche dei privati avevano sollevato il problema inviando un dossier con decine di foto al Prefetto. Non saperebbe meglio prevenire anziché poi dire "l'avevamo detto"? Il buon consigliere Filippo Tripoli, che ha tanto a cuore il Centro Storico, si muova ancora una volta in tal senso. 

Sinceramente dopo una tragedia sfiorata sentire quasi dire “l’avevamo segnalato” è intollerabile. Non basta fare mozioni tanto per farle, sapendo prima ancora di presentarle che saranno poi bocciate. Se si crede davvero in quel che si fa bisogna andare avanti. La costituzione prevede l’intervento sostitutivo per quegli Enti inadempienti quando si tratta di pubblica incolumità. Il Tuel (Testo unico degli Enti Locali) attribuisce al sindaco la responsabilità di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana, e conferisce al prefetto la facoltà di disporre ispezioni per accertare il regolare svolgimento dei compiti affidati. A nostro avviso i consiglieri comunali anziché guardarsi attorno per capire se chi oggi è avversario potrebbe domani essere alleato alle prossime elezioni amministrative, dovrebbero iniziare a rivolgersi agli enti preposti (assessorato Enti locali, Corte dei Conti, Prefetto, e se necessario Procura della Repubblica) tutte quelle volte che le circostanze lo richiedono. Non per un discorso di giustizialismo, ma per tutelare i cittadini di Patti dinanzi a tanto menefreghismo.

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