Anni di abbandono sul balcone del Comune: la natura ha fatto il suo corso, l'amministrazione no.
Il Comune di Patti si aggiudica il primo posto al concorso nazionale Balcone fiorito, riservato ai Comuni italiani. Un riconoscimento prestigioso, conquistato grazie alla rigogliosa vegetazione che da tempo orna il grande balcone di Palazzo dell'Aquila, affacciato sul cuore della città.
Peccato che, a guardare bene, di fiori curati non vi sia traccia. Quella che da lontano potrebbe sembrare una esuberante fioritura è, nei fatti, un tappeto di erbacce e vegetazione spontanea che ha preso possesso della pavimentazione del balcone, lavorando in silenzio, giorno dopo giorno, per sgretolarne i mattoni e compromettere i fregi della facciata sottostante. Col tempo, alle erbacce si sono aggiunti veri e propri arbusti, cresciuti indisturbati fino a raggiungere dimensioni tutt'altro che trascurabili.
Eppure, nessuno sembra essersene accorto. Non i dipendenti che ogni giorno varcano la soglia di quegli uffici, non gli amministratori che in quelle stanze trascorrono le loro giornate. Un problema di vista, verrebbe da pensare, che accomuna in modo trasversale l'intero palazzo. Il caso più emblematico? Un vero e proprio alberello che ha scelto di mettere radici proprio dinanzi al balcone della stanza del sindaco — il primo cittadino che, da quella postazione privilegiata, sovrasta e governa la città. Evidentemente, però, non abbastanza da accorgersi di ciò che cresce a pochi centimetri da lui.
La spiegazione più benevola? L'amministrazione potrebbe aver ragionato con una certa filosofia: visto che i lavori di restauro del prospetto del palazzo municipale si faranno quanto, tanto vale aspettare — e nel frattempo lasciare che la natura si prenda cura, a modo suo, del decoro cittadino.
Di questo passo, il concorso Balcone fiorito potrebbe davvero diventare realtà. Basterebbe solo un piccolo sforzo: che qualcuno, ogni tanto, alzasse gli occhi dal proprio ufficio. Ma forse chiedere a chi amministra una città di accorgersi di ciò che accade a pochi metri dalla propria scrivania è, semplicemente, troppo. Nel frattempo, l'incuria cresce. E con lei, la certezza che a Palazzo dell'Aquila l'unica cosa che prospera davvero — rigogliosa, tenace, e impossibile da fermare — non è il senso civico.





