La paura degli abitanti: «Se arriva un incendio, i soccorsi non passerebbero».
Massi sulla carreggiata, frane di grosse dimensioni, cunette mai pulite ed erba che ha invaso l'asfalto, dove ancora l’asfalto esiste. È questo lo scenario che accoglie chi percorre la strada provinciale 120, l'unica arteria che collega la frazione Scarpiglia di Patti allo scorrimento veloce Patti-Colla di Librizzi. Chiamarla strada è già una parolona, ammettono con amarezza i residenti. In alcuni tratti il passaggio è possibile soltanto per mezzi di dimensioni ridotte: qualcosa di appena più grande di un'auto ordinaria rischia di restare incastrato tra una frana e l'altra, costretto a una gimkana continua tra ostacoli che nessuno rimuove.
I cittadini di Scarpiglia si sentono abbandonati, invisibili. E la sensazione non è immotivata. L'ultima volta che qualcuno dal Comune di Patti si è fatto vedere da queste parti è stato quattro anni fa, a Natale, quando fu installata una stella luminosa. Poi il silenzio. Nessun intervento, nessuna manutenzione, nessun segnale che qualcuno, in municipio, sappia ancora che questa frazione esiste.
Nel frattempo la situazione è peggiorata. Le cunette non vengono pulite da tempo immemore, l'erba cresce indisturbata ai bordi — e non solo — della carreggiata, e i massi caduti restano lì, fermi al loro posto, come testimoni silenziosi di un abbandono che si ripete stagione dopo stagione. Chi abita a Scarpiglia ci convive, impara a fare lo slalom, abbassa i finestrini e prega che nulla di grave accada. Perché è proprio sull'emergenza che si concentra la paura più immediata degli abitanti: cosa succederebbe se ci fosse bisogno di un'ambulanza? Come farebbe un mezzo di soccorso a raggiungere queste zone nei tempi necessari, su una strada ridotta in quelle condizioni? È una domanda che rimbalza tra i residenti senza trovare risposta, e che basta da sola a misurare il livello di abbandono in cui versa la frazione. Un’alternativa a questa strada c’è, utilizzare la strada provinciale 119, quella che passa da Madoro e prosegue verso Braidi. I tempi, e i chilometri, sarebbero comunque nettamente superiori.
Ma la preoccupazione più profonda, quella che torna con insistenza soprattutto con l'arrivo della bella stagione, riguarda il rischio incendi. In passato le fiamme hanno già raggiunto queste colline, e nella memoria di chi ci vive il ricordo è ancora vivo. Purtroppo, spiegano i residenti, il più delle volte dietro un incendio c'è la mano dell'uomo. Se dovesse accadere di nuovo, con le strade ridotte come sono adesso, per i mezzi dei vigili del fuoco sarebbe praticamente impossibile intervenire in tempo utile. Il fuoco avanzerebbe indisturbato, e Scarpiglia resterebbe sola, com'è abituata a fare da anni.
Eppure i cittadini non chiedono grandi cose. Non reclamano opere faraoniche, non chiedono feste né festini. La loro è una richiesta minima, di buon senso: che il Comune di Patti, ente per definizione più vicino ai cittadini, si faccia da tramite con la Città Metropolitana di Messina affinché venga effettuata la manutenzione ordinaria della provinciale 120. Pulizia delle cunette, sfalcio dell'erba, rimozione dei massi, un pò di asfalto. Interventi di routine che, in qualsiasi altra parte del territorio, vengono dati per scontati. A Scarpiglia, invece, sembrano un lusso irraggiungibile. E quattro anni di silenzio, rotti soltanto da una stella di Natale, lo dimostrano meglio di qualsiasi altra parola.
Le foto sono state scattate oltre un mese fa, oggi è ancora peggio.







