Acqua pulita è un diritto. Qualcuno se ne è dimenticato.
San Giovanni, dai rubinetti esce sabbia. Non è una metafora, non è un'esagerazione: è la realtà quotidiana di decine di famiglie che vivono nella parte bassa del quartiere, che ogni mattina aprono il rubinetto e si trovano davanti acqua sporca, inutilizzabile, piena di sabbia. Da mesi.
L'acqua potabile - quella che pagano regolarmente in bolletta - non si può usare per lavarsi i denti, per lavare la frutta, per cucinare, nemmeno per fare una doccia decente. E il Comune? Informato più volte. Problema ancora lì.
Le famiglie sono costrette a comprare bottiglie d'acqua per le cose più elementari. Nel frattempo le caldaie si rompono di continuo per colpa della sabbia nelle tubature, con costi di manutenzione che ricadono sempre e solo sui cittadini. Non si venga a dire che bisogna dotarsi di filtri o sistemi alternativi: non è accettabile nel 2026 che un ente pubblico non sia in grado di garantire acqua pulita dai rubinetti.
Quando non si riesce a risolvere un problema così semplice e così concreto, forse sarebbe il momento di farsi da parte e ridare la parola agli elettori. I cittadini di San Giovanni aspettano. Con loro aspetta la sabbia, ogni mattina, puntuale.


