L’on. Sciotto chiede verifiche ispettive e tutela della parità di accesso agli incarichi.
Un incarico che potrebbe violare le norme contrattuali sul lavoro dirigenziale in sanità. È quanto denuncia il deputato regionale Matteo Sciotto, del gruppo parlamentare "Sud chiama Nord per le autonomie", che ha depositato un'interrogazione urgente al Presidente della Regione Siciliana e all'Assessore regionale alla Salute per fare luce su una vicenda che coinvolge l'Azienda Sanitaria Provinciale di Messina.
Al centro della questione c'è la delibera n. 3163 del 10 giugno 2026, con cui l'ASP di Messina ha conferito l'incarico di sostituzione del Direttore della U.O.C. di Radiodiagnostica del Presidio Ospedaliero di Patti. Secondo la documentazione in possesso del parlamentare, tuttavia, il dirigente individuato ricoprirebbe già le stesse funzioni sostitutive a partire dal gennaio 2025: un arco temporale che, sommato ai mesi coperti dalla nuova delibera, supererebbe il limite massimo di quindici mesi stabilito dall'articolo 25 del CCNL Area Sanità 2019-2021.
La norma contrattuale citata da Sciotto non è un dettaglio burocratico. Quel tetto dei quindici mesi esiste per una ragione precisa: impedire che incarichi formalmente temporanei si trasformino, nel corso del tempo, in assegnazioni di fatto stabili, eludendo così i normali percorsi concorsuali previsti per l'accesso ai ruoli dirigenziali nel Servizio Sanitario Nazionale.
A rendere la vicenda ancora più opaca, secondo il deputato, sarebbe un'omissione contenuta nella delibera stessa: nel testo del provvedimento non viene fatta alcuna menzione del precedente periodo già svolto dal medesimo dirigente nelle stesse funzioni sostitutive. Un silenzio che, agli occhi di Sciotto, non può essere ignorato.
Nell'interrogazione, il parlamentare di "Sud chiama Nord per le autonomie" ha posto tre questioni precise agli organi regionali competenti: se la Regione intenda avviare verifiche ispettive sulla procedura adottata dall'ASP di Messina; quali iniziative urgenti si intendano adottare a tutela della trasparenza e della parità di accesso agli incarichi dirigenziali; e se si ritenga opportuno intervenire tempestivamente per prevenire il consolidarsi di situazioni potenzialmente illegittime.
«Non voglio esprimere giudizi su nessuno», ha dichiarato Sciotto, «ma è mio dovere chiedere che ogni procedura sia pienamente conforme alle regole. I cittadini e i professionisti della sanità siciliana meritano chiarezza e rispetto delle norme».
Una posizione che si muove nel solco del controllo democratico sull'operato delle aziende sanitarie pubbliche che spetta ai rappresentanti dei cittadini, richiamando il diritto di tutti i professionisti del settore a concorrere in modo trasparente e in condizioni di parità per i ruoli apicali delle strutture sanitarie.