Consiglio Metropolitano, al voto 1.272 amministratori
Bonanno con Sud Chiama Nord, Prinzi e Sidoti col PD: tre pattesi in corsa per lo stesso organo.
Bonanno con Sud Chiama Nord, Prinzi e Sidoti col PD: tre pattesi in corsa per lo stesso organo.
Si torna al voto per il Consiglio Metropolitano di Messina, ma non sarà una consultazione aperta ai cittadini. Trattandosi di elezioni di secondo livello, a esprimersi saranno esclusivamente sindaci e consiglieri comunali in carica nei 108 Comuni della provincia, per un totale di 1.272 aventi diritto al voto. Il meccanismo è quello del voto ponderato: il peso della preferenza espressa da ciascun amministratore varia in base alla fascia demografica del Comune che rappresenta, così da bilanciare il rapporto tra centri piccoli e grandi realtà urbane. Non si tratta di un passaggio puramente formale: il nuovo Consiglio Metropolitano eserciterà funzioni di indirizzo e programmazione strategica su materie di area vasta, tra cui pianificazione territoriale, viabilità, edilizia scolastica e sviluppo economico locale, ambiti su cui l'organo sarà chiamato a incidere nei prossimi anni.
Tra le decine di candidati in corsa, tre nomi arrivano da Patti e meritano un'attenzione particolare per le dinamiche politiche che anticipano. Nella lista "Sud Chiama Nord" di Cateno De Luca corre la consigliera comunale Alessia Bonanno, mentre nella lista del "Partito Democratico" sono candidati Giacomo Prinzi e Salvatore Sidoti. Bonanno e Prinzi non sono volti nuovi in questo tipo di competizione: erano candidati anche nella precedente tornata, lei nelle liste della Democrazia Cristiana, lui in quelle del PD. Ed è proprio qui, in quest’ultima lista, che si nota la particolarità più evidente di questa tornata elettorale, ovvero due consiglieri comunali di Patti, espressione dello stesso partito, candidati nella medesima lista per lo stesso organo, una scelta che aritmeticamente rischia di rivelarsi un autogol.
Alle elezioni dello scorso aprile 2025, Prinzi aveva raccolto 1.890 voti, classificandosi secondo tra i non eletti della sua lista, un risultato che lo pone oggettivamente vicino alla soglia utile per un seggio. Ma la doppia candidatura interna cambia le carte in tavola: con Prinzi e Sidoti in corsa nella stessa lista, i voti dei consiglieri comunali di Patti che sostengono la maggioranza del sindaco Gianluca Bonsignore sono destinati a dividersi tra i due, rendendo più difficile per entrambi raggiungere il quorum necessario all'elezione. Non è un dettaglio da poco, soprattutto guardando alle elezioni amministrative del prossimo anno: una competizione interna tra due esponenti della stessa area politica, all'interno dello stesso Comune, non è esattamente il segnale di compattezza di cui un gruppo ha bisogno quando si prepara a sostenere la ricandidatura del sindaco uscente.
Una fibrillazione, quella emersa a Patti, che non è isolata ma che rispecchia un malessere più ampio all'interno del PD messinese. Lo conferma la dichiarazione di Domenico Siracusano, componente della Direzione Provinciale della Federazione del PD di Messina, rilasciata a margine della presentazione delle liste per le Elezioni Metropolitane: «Nessun cambio di passo. Le Elezioni Metropolitane potevano essere l'occasione per la Federazione Provinciale del PD di Messina per ricompattare, serrare le fila, rispondere alla necessità di recuperare una gestione unitaria del partito. E invece no. Condivisione e unità possono aspettare, sono rinviate a data destinarsi. Con buona pace di chi guarda al PD come riferimento. Il Partito Democratico così non funziona e non puó svolgere pienamente, a livello provinciale, il ruolo a cui ci chiama questa fase politica locale, regionale e nazionale. Cura dei circoli e dei militanti, proposta e iniziativa politica, presenza nella società rimangono così obiettivi evocati e impossibili da raggiungere. Riflessione si impone».
C'è però un altro nodo che riguarda da vicino la tenuta della maggioranza di Bonsignore, e che questa tornata elettorale contribuirà a chiarire. Né la lista della Lega-Salvini Premier né quella di Fratelli d'Italia-Giorgia Meloni schierano candidati di Patti. Resta dunque da capire come si comporteranno, al momento del voto, il sindaco Bonsignore e i consiglieri comunali a lui vicini che fanno riferimento, sul piano regionale, all'onorevole Laccoto per la Lega e all'onorevole Galluzzo per Fratelli d'Italia. Potrebbero scegliere di convergere sui candidati espressione del territorio di Patti, Prinzi, Sidoti o la stessa Bonanno, in un'ottica di coesione locale utile a blindare la coalizione in vista delle amministrative. Oppure potrebbero ritenersi vincolati a rispondere ai propri referenti politici regionali, indirizzando il voto verso candidati che di Patti non sono. La scelta, in un senso o nell'altro, dirà molto sui reali equilibri interni alla maggioranza che sostiene il sindaco uscente e sulla sua capacità di tenere insieme, anche fuori dai confini del Comune, le diverse anime che la compongono.
Ed è qui che, spingendosi nel campo della pura fantapolitica, si apre uno scenario suggestivo quanto tutto da verificare. Se davvero Bonsignore e i consiglieri a lui vicini decidessero di convergere sul territorio piuttosto che sui referenti regionali, il passo successivo, tra un anno, in vista delle amministrative, potrebbe non fermarsi al solo voto di queste elezioni. Non è da escludere, sempre restando nel campo delle ipotesi, che una convergenza di questo tipo possa preludere a un vero e proprio avvicinamento di Alessia Bonanno alla maggioranza del sindaco uscente, magari in vista di una ricandidatura sostenuta da un fronte allargato. Resta, per l'appunto, pura fantapolitica: nulla, a oggi, lascia pensare a questo, anche se, all'interno della maggioranza del sindaco Bonsignore, c'è chi non disprezzerebbe questa ipotesi. La geografia dei voti che uscirà da questa tornata metropolitana potrebbe comunque offrire i primi indizi in tal senso
In sintesi, mentre il Partito Democratico si presenta al voto metropolitano con una candidatura doppia e potenzialmente autolesionista a Patti, la vera incognita riguarda il comportamento della maggioranza di Bonsignore nel suo complesso, chiamata a scegliere tra la logica del territorio e la fedeltà ai referenti politici regionali, una scelta che anticiperà non poco gli equilibri delle prossime amministrative.
Di seguito l’elenco con tutti i candidati al Consiglio Metropolitano di Messina
Forza Azzurra per Città Metropolitana Messina
- Briga Giacomo
- Milio Alessandra
- Truglio Marica
- Carcione Vincenzo Ivan Antonio
- Damiano Maria
- Gridà Carlo Salvatore
- Prestipino Domenico Santi
Grande Sicilia
- Scurria Marcello
- Brancatelli Monica Alessandra M.
- Algeri Vincenzo
- Caminiti Jessica
- Ferrara Tindaro
- Pettinato Marco Antonino
- Scaffidi Bonina
Sud Chiama Nord Basile
- Alibrandi Paolo
- Bambara Carmelina
- Bonanno Alessia
- Bosurgi Silvia
- Briguglio Mario
- Coppolino Franco Mario
- Crisafulli Giuseppe
- Italiano Lorenzo
- Lo Monte Carmelo
- Rivetti Nadia
- Russo Antonino
- Santoro Flavio
- Scaravilli Lucia
- Zirilli Daniela
Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni
- Biondo Antonio
- Carulli Maria
- Finocchio Marco
- Foti Cuzzola Antonino
- Gioveni Libero
- Imbesi Carmela
- Midili Giuseppe
- Nastasi Rosa
- Pintagro Gallarizzo Domenico Bruno
- Vinci Maria Rita
Lega – Salvini Premier
- Ambruno Martina
- Arria Andrea
- Bartolotta Antonella
- Bonanno Letizia
- Brancato Cristina
- Chillemi Antonino
- Di Blasi Agata
- Novelli Giovanna
- Ordile Giuseppe
- Oteri Cosimo
- Pinto Mattia
- Reitano Giuseppe
- Scafidi Felice
- Tornatore Vincenzo
Partito Democratico
- Nadezda Efremova
- Pedano Valentina
- Perrone Maria
- Pizzino Antonino
- Prinzi Giacomo
- Schepis Salvatore
- Russo Alessandro
- Sidoti Salvatore
- Siracusano Giuseppe
- Venuto Alessia