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Politica

Un "regalo" amaro per i cittadini: aumentata la Tari

Il Consiglio comunale approva il rincaro: oltre 22 euro in più a famiglia e +10% per le imprese.

| Domenico Pantaleo | Politica

@ Pattionline

Il Consiglio comunale approva il rincaro: oltre 22 euro in più a famiglia e +10% per le imprese.

Il rincaro della Tari deciso ieri pomeriggio dal Consiglio comunale sta facendo discutere la città. Non è infatti passata inosservata la decisione del Consiglio, che arriva in un momento in cui la percezione diffusa tra i cittadini è quella di un servizio di gestione dei rifiuti tutt'altro che all'altezza. Le nuove tariffe costeranno oltre 22 euro in più a famiglia, calcolando un'utenza domestica tipo di circa 100 metri quadri, mentre le imprese vedranno le proprie bollette lievitare di circa il 10%. Ad aver chiesto l'inserimento del punto all’ordine del giorno del Consiglio comunale è stato il sindaco Bonsignore, che ha giustificato la manovra con l'aumento generalizzato dei costi di gestione. Il provvedimento è passato con i voti favorevoli dei consiglieri di maggioranza Giacomo Prinzi, Salvatore Sidoti, Giovanni Di Santo, Natalia Cimino, Mariella Gregorio Nardo, Pasqualino La Macchia, Gaetano Crisà, Giusy Cannata, Maria Scalia e Valentina Martino, cui si sono aggiunti dai banchi dell’opposizione quelli di Maria Pollicita e Giorgio Cangemi, mentre hanno votato contro i consiglieri di minoranza Mauro Aquino e Tonina Costanzo e si è astenuta la consigliera Alessia Bonanno.

Il voto riporta alla ribalta una domanda che i pattesi si fanno da tempo: a cosa serve differenziare, se la tassa non fa che aumentare invece di calare? I numeri parlano da soli e raccontano una stanchezza crescente verso la raccolta differenziata: Patti produce oggi più del doppio dei rifiuti indifferenziati registrati a Capo d'Orlando, comune che per popolazione è pressoché identico al nostro. Una forbice così ampia meriterebbe un ripensamento serio, e soprattutto rapido, sul modo in cui il servizio viene gestito. 

Vale però la pena ricordarlo: la raccolta differenziata non è solo un obbligo, ma un segno di civiltà. È un impegno che riguarda ogni cittadino, perché è solo raggiungendo gli obiettivi prefissati che si può invertire la rotta e, un giorno, veder scendere le tariffe invece di vederle salire. La responsabilità individuale, però, non esime l'amministrazione dal garantire un servizio adeguato: le due cose devono camminare insieme.

Il malumore cittadino non si limita alla differenziata, ma abbraccia diversi fronti del decoro urbano che noi segnaliamo da tempo, non solo con questa amministrazione, e che il capitolato d'appalto — pagato da tutti indistintamente — dovrebbe già garantire. Marciapiedi e strade non scerbati, caditoie mai pulite, cimiteri lasciati all'incuria: sono le criticità più segnalate. A preoccupare maggiormente, però, è la disinfestazione, realizzata solo a tratti e in poche zone del territorio.

La finestra utile per contenere la proliferazione degli infestanti si è ormai chiusa, e le mancate operazioni si vedono tutte sul decoro delle strade. In arterie centrali e densamente abitate come Via Francesco Crispi, Via Fontanelle e Via De Gasperi, solo per citarne alcune, non risulta alcun intervento contro zanzare, ratti o blatte, nonostante la loro massiccia presenza proprio in quelle zone. Chi vive lì paga la Tari come chiunque altro in città, ma resta escluso da prestazioni che dovrebbero spettare a tutti allo stesso modo. Discorso ancora più grave per le frazioni, lasciate completamente a se stesse pur contribuendo con la stessa tariffa dei residenti del centro.

C'è un principio che dovrebbe restare fermo, e che invece sembra sfuggire a chi amministra: la Tari è dovuta da tutti i cittadini pattesi nella stessa misura, a parità di condizioni. Non esistono, davanti al pagamento, residenti di serie A e di serie B. Ed è proprio per questo che pretendere lo stesso sacrificio economico da ogni utenza, e poi restituire un servizio a macchia di leopardo, tarato su quartieri privilegiati e zone dimenticate, è una contraddizione che i cittadini non possono e non vogliono più accettare in silenzio.

Resta da capire come l'amministrazione intenda giustificare alla cittadinanza un nuovo sacrificio economico, a fronte di servizi essenziali che continuano a mancare, o ad arrivare in modo parziale e discontinuo, senza alcuna uguaglianza nell'erogazione.

Immagine generata con AI

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